Cartelli bilingue plauso a Nave
Signor direttore, in relazione all'articolo "Via i cartelloni bilingue, via anche i contributi" comparso mercoledì 1 febbraio 2012 sul suo giornale, esprimiamo il nostro plauso e la nostra piena adesione all'iniziativa coraggiosa del Comune di Nave di rimuovere i cartelli stradali bilingui (in italiano e in dialetto).Signor direttore, in relazione all'articolo "Via i cartelloni bilingue, via anche i contributi" comparso mercoledì 1 febbraio 2012 sul suo giornale, esprimiamo il nostro plauso e la nostra piena adesione all'iniziativa coraggiosa del Comune di Nave di rimuovere i cartelli stradali bilingui (in italiano e in dialetto).
É il segnale di un'inversione di tendenza ed è la risposta adeguata che rappresenta il comune sentire di tutti quei cittadini bresciani che si sentono pienamente e definitivamente italiani contro un bilinguismo creato artificiosamente dove il bilinguismo di fatto non esiste, per dividere e non certo per unire.
Con buona pace dell'amministrazione provinciale e del presidente Molgora, non riteniamo giusta l'erogazione di "contributi pubblici a fondo perduto" per sostenere gli "idiomi locali", al di là del valore culturale della conservazione del dialetto e delle tradizioni locali.
Mentre simili cartelli bilingui sono pienamente giustificati in altre zone del Paese come l'Alto Adige, la Val d'Aosta o al confine orientale, li riteniamo superflui e decisamente inutili verso chi "l'è mia dei nos", cioè per gli altri italiani residenti che, pur provenendo da altre regioni, pagano regolarmente le tasse in provincia di Brescia, alimentando una classe politica che dovrebbe rispondere ai cittadini, tutti indistintamente, e non creare barriere dove non esistono.
I cartelli bilingui sono inoltre addirittura assurdi in località a vocazione turistica, dove creano difficoltà ai turisti stranieri che non trovano certo sulle carte stradali "Desensà" ma "Desenzano del Garda".
Così, mentre si sono spese somme rilevanti per installare cartelli inutili, in un momento in cui si stava profilando una crisi delle dimensioni che conosciamo, non si trovano e non ci sono fondi da destinare alle iniziative culturali.
Maria D'Arconte
PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE "FARO TRICOLORE"
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