Professionisti e questione tariffe

Si fa un gran discutere in questi giorni di liberalizzazioni e di eliminazione delle tariffe. Ne approfitto per proporre due riflessioni.
09/02/2012

Si fa un gran discutere in questi giorni di liberalizzazioni e di eliminazione delle tariffe. Ne approfitto per proporre due riflessioni.
Gli Ordini professionali non sono assolutamente caste e prova ne viene il fatto che per l'iscrizione all'Ordine professionale basta superare il relativo esame di Stato. Questo vale praticamente per tutte le professioni intellettuali eccezion fatta per i Notai, che godono ancora del privilegio del numero chiuso.
A riprova, in qualità di commissario all'ultima sessione degli esami di Stato per la professione di dottore agronomo, posso dire che su 57 candidati ben 50 hanno passato le prove e si sono abilitati.
In merito alle tariffe posso invece solo sorridere e far notare come la pubblica amministrazione sia invece ben aggrappata alle tariffe riconoscendo ben 4 euro orari (lordi) per le consulenze tecniche al giudice sia nelle cause civili che penali. Sicuramente queste tariffe sono offensive della dignità della persona e, a mio parere, illegali sotto il profilo amministrativo e fiscale, ma così è.
Un barista non può battere uno scontrino di 10 centesimi per un caffè ma un ingegnere o un dottore agronomo possono fatturare 4 euro/h per una consulenza (misteri del fisco!). Questo è infatti l'onorario che il Ministero della Giustizia riconosce ai CTU chiamati dal tribunale a svolgere perizie a supporto delle cause civili o penali. Al netto di spese e tasse fanno meno di 1,5 euro netti all'ora. Diciamo 12 euro al giorno o 300 euro al mese, lavorando però 8 ore al giorno e per 24 giorni al mese.
C'è qualcosa di nascosto in questo imbroglio di Stato? C'è qualcosa che il CTU tiene nascosto ai lettori? No, nessuna doppia verità: queste sono le tariffe dei tribunali italiani.
Probabilmente anche Giudici e Procuratori lavorano a pari compensi, diciamo 200-300 euro mensili, e questo va a beneficio dei costi della giustizia italiana, sicuramente supereconomica.
Se così è, tanto di cappello al Ministero della Giustizia e una domanda a quello delle Finanze: sicuri che esista una congruità economica in queste prestazioni professionali?
Fiorenzo Pandini
DOTTORE AGRONOMO - BRESCIA




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