Banche, anziani e obbligazioni

Egregio direttore, a prescindere dall'odio o l'allergia che un argomento finanziario può scatenare, è palese il fatto che non si può soprassedere a questo fenomeno sociale
10/02/2012

Egregio direttore, a prescindere dall'odio o l'allergia che un argomento finanziario può scatenare, è palese il fatto che non si può soprassedere a questo fenomeno sociale, il bisogno di denaro, caduto in mano al gossip giornalistico e alla cronica speculazione becera. I problemi gravi, come l'inquinamento o la “vecchiaia” delle nostre idee, se così si può dire, si dovrebbero risolvere con tanta onestà, ma anche tanto denaro, quindi, parliamone. Ma a modo mio…
Mia madre, qualche giorno fa, ha avuto in scadenza una sua speculazione finanziaria: una obbligazione fatta tre anni prima. Pochi euro che, in proporzione al fatto che non ha mai contratto un debito, sono tantissimi. Formichina antica, capace del miracolo di accantonare e risparmiare, nonostante la pensione non sia superiore ai mille euro, ma la ritira lo stesso in banca da dieci anni, si è recata in banca da sola. Non serviva chiamare il figlio bancario, anzi, meglio evitare che arrivi quel pazzo dalle idee strane. Andare in banca da soli, in questo periodo pauroso e ad una certa età, con l'ignoranza che abbiamo ereditato dal nostro essere italiani dell'abbecedario “pinocchioso”, facili ad essere di legno e con il naso lungo così, è rischiosissimo: se non trovi un san Francesco del parco buoi, il mio soprannome da quando uno di questi istituti finanziari mi ha “licenziato” nel lontano 2009, quindi in tempi non sospetti, accusandomi di avere usato poca diplomazia per mandarli a Collodi, sei finito. Vuoi che mia madre sia fortunata? No, lei è peggio di Pinocchio e vive immersa nel suo campo dei miracoli da una vita, galleggia ad un metro da terra pensando ancora che il “prossimo” non ti faccia mai quello che lui non farebbe a se stesso.
Poca roba, ripeto, ma è la questione di principio: anziana, ignorante di come vanno i BOT o i BTP, o i CCT , nonostante i telegiornali bugiardi e il figlio bancario, le hanno fatto sottoscrivere una obbligazione bancaria, ovviamente della banca dove lei ha il conticino. Rendimento favoloso, il 4,25% lordo, perché non le dicono che a quel tipo di obbligazione bisogna togliere il 20% sulla cedola, dal 1° di gennaio 2012, primo oro alla patria per aiutare Monti e i suoi banchieri, e scadenza a 4 anni, se non ricordo male.
Mia madre compirà settantatre anni a fine dicembre, la scadenza la vedrà di sicuro, ma due paroline alla gentilissima collega sono da dire: perché non ha fatto mettere nei titoli di Stato, gesto patriottico tanto enfatizzato dagli speculatori di fine anno, questi soldi? Per il rischio paese? Ah, ah, ah: voglio vedere dove vanno a finire le obbligazioni di questo simpatico e onesto istituto bancario, non quotate e difficili da vendere prima della scadenza, all'occorrenza, se l'Italia va in default. No, lo so anch'io che l'Italia non può andare in “fallimento”, si diceva così anche dell'Argentina, ma proprio per questo io, figlio legittimo di questa madre stupenda e di questa Italia analfabeta e in mano a chi ha studiato, dico “non ci sto”.
Michele Sgarro
BOTTICINO




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