Il cemento e le vacanze sul Garda

Caro Marco, c'è qualche buon segnale di risveglio ecologico. Qui sul Garda quasi tutti i Comuni (salvo eccezioni di cui ti dirò) prevedono programmi per ridurre il nuovo cemento
13/02/2012

Caro Marco, c'è qualche buon segnale di risveglio ecologico. Qui sul Garda quasi tutti i Comuni (salvo eccezioni di cui ti dirò) prevedono programmi per ridurre il nuovo cemento. E ciò è frutto dell'azione non solamente delle associazioni ambientaliste, ma anche dalla maggiore consapevolezza da parte di tutta la popolazione che le seconde case creano solo problemi alla comunità.
Siamo tuttavia lontani dal progetto «consumo zero del territorio». E chissà se arriverà mai in Parlamento (ed eventualmente con quale esito) il referendum contro la cementificazione selvaggia varato da 350 associazioni ambientaliste all'incontro di fine ottobre nel comune di Cassinetta di Lugagnano, nel parco lombardo della Valle del Ticino.
Molti pensano ancora alla nuova edilizia come motore dell'economia. Senza riflettere che continuando a distruggere l'ambiente viene minata la nostra stessa esistenza. Inoltre non c'è solamente il «nuovo». Si potrebbero aprire molti cantieri per recuperare e riqualificare l'esistente e per mettere in sicurezza il territorio. Ma è un discorso che abbiamo già ampiamente affrontato.
Desidero però confermarti, caro Marco, la sempre maggiore partecipazione dei cittadini ai problemi della conservazione dell'ambiente. Lo deduco dalle prese di posizione attraverso la stampa, la pubblicazione di dossier, addirittura le lettere che mi arrivano sollecitando la diffusione di prese di posizione su problemi evidentemente molto sentiti.
Pochi giorni fa, ad esempio, un grido d'allarme è stato lanciato da Salò per la tutela di una delle aree ancora integre: quella della zona panoramica di fianco al monastero della Visitazione, problema sollevato anche da «Bresciaoggi».
Sulla strada che da Campoverde conduce a Cunettone, infatti, sull'area di un uliveto degradante verso il lago, è prevista la realizzazione di un albergo di notevole impatto ambientale che si tenta di minimizzare.
Passato qualche tempo, potrebbe essere poi trasformato in appartamenti. La simulazione fotografica riproduce falsamente un edificio di ridotte dimensioni e altezze quando invece, se realizzato, sarà visibile dal lago in ogni sua parte. Tutto ciò mascherato da struttura alberghiera! E' già stato chiesto che con la prossima variante al Pgt sia concesso un incremento volumetrico di mille metri cubi per una migliore gestione della struttura!
Chissà se il Comune riterrà di tutelare un angolo bellissimo del territorio o se invece si piegherà alla speculazione. E chissà se la Soprintendenza avrà voce in capitolo.
Tutto ciò a conferma che non basta la nuova sensibilità da parte degli abitanti per conservare l'ambiente. Le decisioni non passano, infatti, attraverso il referendum popolare (come vorrebbe la democrazia) ma dal tavolo di pochi che spesso ragionano con altre logiche. Causando danno alla stessa industria turistica in nome della quale, magari, si promuovono le costruzioni. Ma quando l'ambiente sarà ulteriormente degradato, chi vorrà ancora scegliere il Garda per una vacanza?




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