L'autostrada della Valtrompia

Qualche giorno fa è spirato il termine di sette anni, entro il quale Anas poteva emettere un nuovo decreto di esproprio delle aree interessate all'autostrada Valtrompia, dopo l'avvenuto annullamento da parte del Consiglio di Stato del precedente decreto espropriativo 2010, impugnato da un gruppo di cittadini.
13/02/2012

Qualche giorno fa è spirato il termine di sette anni, entro il quale Anas poteva emettere un nuovo decreto di esproprio delle aree interessate all'autostrada Valtrompia, dopo l'avvenuto annullamento da parte del Consiglio di Stato del precedente decreto espropriativo 2010, impugnato da un gruppo di cittadini. Considerando che la sentenza, ormai definitiva, del Tar Brescia richiede « l'integrale rinnovazione del procedimento» , il rifacimento di «tutte le fasi della normativa vigente, compresa una nuova approvazione del progetto definitivo» e con «la riedizione di tutti gli atti della procedura» , si può comprendere come il complesso iter autorizzativo da ripercorrere prenda avvio da una nuova approvazione del progetto definitivo, pur essendo l'attuale progetto (ormai decaduto) approvato in deroga e in difformità alle nuove norme funzionali e geometriche attualmente vigenti per la costruzione delle strade.
Bisognerà quindi successivamente rifare anche la Via , o meglio la Vas (che prevede anche lo studio delle alternative possibili, compresa l'opzione zero) concertando inoltre l'assenso con i relativi ministeri; ottenere la concertazione con tutti gli Enti interessati, compresi gli Enti Locali, Provincia e Regione; rifare la Conferenza dei Servizi; emettere altre prescrizioni e raccomandazione per le diverse fasi procedurali; rifare la delibera Cipe con il relativo allegato di prescrizioni e raccomandazioni.
Ma al di là delle considerazioni sulle problematiche, seppur importanti, della nuova procedura da intraprendere, vale la pena riflettere sul nocciolo della questione, vale a dire sui dati di traffico che stanno alla base dell'opera. Nelle previsioni espresse nel Progetto Generale dell'opera , si contemplava che nel 2006, anno per il quale era previsto l'entrata in funzione dell'infrastruttura, il traffico sulla SP 345 della Val Trompia avrebbe raggiunto le 56.000 unità. Mai previsione trasportistica risultò più errata. Infatti oggi, a causa di numerosi fattori, quali la delocalizzazione e la riconversione produttiva industriale, la spietata concorrenza orientale sui prodotti tipici della valle, l'apertura della bretella San Vigilio-Villa Carcina (che sottrae circa 10.000 veicoli al giorno alla SP 345), la realizzazione delle opere di messa in sicurezza della strada di fondovalle secondo il progetto della Provincia (anche se fermo da qualche anno) e l'attuale crisi economica, assistiamo a un leggero calo del traffico pesante (mentre si mantiene pressoché costante il traffico leggero) e ad un'innegabile maggior fluidità dell'arteria stradale. I dati confermano un traffico pressoché omogeneo con gli anni precedenti e non molto dissimile da quello degli anni 1992 e 2005, come ben evidenziato dall'analisi dei flussi di traffico del direttore dell'Area Tecnica della Provincia del 9.6.2005 , sintetizzata dalla risposta scritta a interrogazione del Presidente della Provincia del 17.6.2005, il quale constata «un flusso di veicoli effettivi analogo a quello rilevato in precedenza». Considerazioni analoghe emergono dal piano generale sul traffico urbano di Villa Carcina, a cura del Politecnico di Milano, che rileva anche il traffico sulla bretella San Vigilio - Villa Carcina, aperta nel 2006.
Vale ancora la pena di insistere su un'opera il cui iter si prevede quanto mai lungo, difficile e incerto, oppure è opportuno iniziare a riflettere su possibili soluzioni alternative alla mobilità della valle ? Non va dimenticato inoltre che la Concessione autostradale a Serenissima ( che contiene il finanziamento del primo tratto del primo stralcio del primo lotto dell'opera) potrebbe essere messa a gara nell'eventualità che al 30.6.2013 non venga approvato il progetto generale della Valdastico nord, fieramente avversato dalla Provincia di Trento. Senza neppure dimenticare l'evolversi della situazione societaria e finanziaria della Concessionaria autostradale, con tutto ciò che ne consegue.
Comunque sia, i Comitati non mancheranno di seguire con attenzione l'eventuale evolversi del nuovo iter procedurale; partecipando attivamente al procedimento, nel pieno rispetto di tutte le norme e regolamenti; chiedendo all'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici di proseguire nell'esame della richiesta già avanzata circa la sussistenza o meno della «funzionalità» e della completa copertura finanziaria del primo tratto del primo stralcio del primo lotto; presentando al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici la richiesta di adeguamento del progetto alle nuove norme geometriche e funzionali; segnalando al Cipe la mancata ottemperanza di molti punti alle disposizioni impartite dalla propria delibera di approvazione del progetto autostradale, che, ovviamente, è da rifare; chiedendo nuovamente alla Commissione Europea la messa in gara della Concessione autostradale Bs-Pd nell'eventualità che, entro il termine previsto, non venga approvato il progetto della Valdastico Nord; a effettuare la stessa segnalazione alla neonata Agenzia per le Infrastrutture e presentando a Istituzioni ed Enti osservazioni e memorie ritenute utili sull'argomento.
Eugenio Cagna
CONCESIO




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