Così dovrebbe cambiare il sistema dei taxi

Egregio direttore, volevo esprimere il mio parere sulla questione dell'ampliamento delle licenze dei taxi ed avere un contraddittorio su alcune mie considerazioni.
15/02/2012

Egregio direttore, volevo esprimere il mio parere sulla questione dell'ampliamento delle licenze dei taxi ed avere un contraddittorio su alcune mie considerazioni.
Da utente abituale di questo servizio, inutile dire che sono a favore dell'aumento delle licenze. Penso che gli unici che siano contro sono i tassisti stessi per una comprensibile, ma non condivisibile, difesa di posizione, e chi, in qualche maniera, gode del loro indotto inteso anche come bacino di voti.
Penso che il sistema attuale, oltre ad essere anacronistico, è anche una deriva di quello che dovrebbe essere un servizio inteso come bisogno di accontentare l'utenza per lo scopo specifico.
Le cose che non mi piacciono del servizio attuale:
- I taxi, la maggior parte delle volte, sono modelli scomodi per l'utenza, il CAB inglese rappresenta quello che dovrebbe essere un TAXI, una coupé invece soddisfa solo il bisogno di estetica dell'autista;
- l'autista non è preparato per trattare con la clientela, qui non mi esprimo oltre, ma a richiesta potrei elencare una svariata serie di situazioni;
- con i navigatori satellitari non serve più un'esagerata conoscenza del territorio, e comunque con l'esperienza si farà; nel bene e nel male la tecnologia impone degli adeguamenti;
- le corse hanno un costo elevato e per questa ragione non vengono presi in considerazione per gli spostamenti in città, vorrei conoscere una statistica di quanto un taxi lavora in una settimana media e quanto tempo rimane in attesa.
Penso che le licenze vadano ampliate con l'obbligo - includerei anche i tassisti in servizio adesso - di sostenere un apposito esame (non da me definibile ovviamente), di passare verifiche penali, di superare test medici (droghe, alcool, ecc. anche a sorpresa), di avere un'adeguata conoscenza su come si tratta con turisti, invalidi, ciechi, sordi, anziani, ecc.
Inoltre apporterei i seguenti cambiamenti con il fine di aumentare la richiesta e l'accessibilità a questo servizio:
- eliminare il costo della corsa minima di 7 euro, visto che ci sono gli attuali 4 euro dello “scatto alla partenza”;
- in considerazione dell'esigua area urbana (90 kmq contro i 180 kmq di Milano), estendere la tratta a tariffa 1 anche a quei paesi succedanei a Brescia in maniera da aumentare considerevolmente il bacino di utenza;
- affrontare la normativa vigente per permettere di fermare il taxi per strada, dove questo non costituisce pericolo;
- creare delle tariffe agevolate per zona ZTL, per gli anziani, per accompagnare bambini a scuola, per gli utenti che vanno o tornano da supermercati, ospedali, scuole, discoteche, ecc.;
- creare delle carte elettroniche “a scalare” per abbonamenti, aziende ecc., con la possibilità del controllo elettronico del percorso effettuato e della cifra spesa.
- introdurre lo scontrino con tutte le conseguenze di trasparenza e garanzia che questo include.
Sono certo che dopo un periodo di accettazione della convenienza il ricorso all'uso del taxi possa aumentare sensibilmente.
Viviamo in un periodo che volenti o nolenti tutti dobbiamo accettare dei cambiamenti, in questo caso si ha la possibilità di cavalcare l'onda e rendere la necessità di cambiamento un'opportunità di lavoro per altre persone, nel contempo aumenterebbe la qualità della vita in città, diminuendo l'uso delle macchine private.
Roberto Magini




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