Disastro Concordia, quel «dettaglio» dimenticato

Egregio direttore, chiedo cortesemente spazio in rubrica per esprimere un breve motivato parere sul disastro di Costa Concordia
16/02/2012

Egregio direttore, chiedo cortesemente spazio in rubrica per esprimere un breve motivato parere sul disastro di Costa Concordia.
Non intendo fornire ulteriori argomenti di facile polemica, ma sollevare alcuni personali dubbi su certe conclusioni preconcette che leggo o ascolto quotidianamente su stampa o media.
Dopo essermi diplomato nel lontano 1966 “aspirante al comando di navi mercantili”, ho frequentato l'Accademia navale di Livorno della marina militare ed ho militato nell'arma “silenziosa” per oltre 30 anni, 15 dei quali imbarcato, percorrendo l'iter previsto degli ufficiali MM fino all'incarico di comandante. Ritengo quindi di essere in grado di esprimere un parere professionale quando affermo che l'unica informazione certa finora acquisita, oltre all'inopinato affondamento della nave ed al comportamento scellerato del comandante, è l'incredulità manifestata dallo stesso, peraltro pienamente condivisa dal sottoscritto, circa la possibilità che una nave moderna come la Costa Concordia potesse correre il rischio di affondare solo per aver “sfiorato” uno scoglio procurandosi uno squarcio (40 metri x 4 ?) nell'opera viva.
E' da un po' di tempo che ho lasciato il servizio e, purtroppo, anche il mare, ma sono sicuro che le paratie stagne esistano sempre, come sono altrettanto certo che il principale responsabile della sicurezza sia il direttore di macchina (nessuno ha finora ha fatto cenno a questo non trascurabile dettaglio!), che il comandante è sì il “cervello” della nave ma il “cuore” è fuor di dubbio il direttore di macchina, cioè un supertecnico che conosce tutte le componenti dell'unità e senza il cui parere, soprattutto in casi come questo, il comandante non è in grado di prendere alcuna tempestiva e saggia decisione.
Ovviamente i colleghi della capitaneria di porto e la magistratura, oltre al R.I.Na. (Registro italiano Navale), faranno piena luce su tutto, ma ho la sensazione che le responsabilità da accertare per quanto accaduto non saranno solo ed esclusivamente del comandante che, sono convinto oltre ogni ragionevole dubbio, abbia avuto un comportamento inqualificabile sia per l'azzardata manovra (ancora non riesco a capacitarmene!) sia per aver abbandonato la nave senza essersi accertato che tutti fossero evacuati, che fa vergognare una nobile ed onorata categoria di professionisti di altissimo livello, riconosciuti fra i migliori al mondo. Almeno fino a ieri!
Enzo Bertelli
CAPITANO DI VASCELLO DELLA RISERVA MM




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