Dalla discarica alla... poesia

Egregio direttore, le chiedo ospitalità per una poesia che, credo, sintetizzi lo stato d'animo che sta caratterizzando noi vighizzolesi in questo inizio di 2012. Anno, per noi, bisesto e funesto, senza lo zampino dei Maya.
16/02/2012

Egregio direttore, le chiedo ospitalità per una poesia che, credo, sintetizzi lo stato d'animo che sta caratterizzando noi vighizzolesi in questo inizio di 2012. Anno, per noi, bisesto e funesto, senza lo zampino dei Maya.
Da qualche tempo, purtroppo, il nome di Vighizzolo appare sempre più spesso su giornali locali e non solo, ma è una visibilità di cui faremmo volentieri a meno. Da oltre due anni, ormai, siamo in balia delle decisioni regionali e provinciali, in merito alla nascita di nuove discariche. L'accostamento Vighizzolo-discarica, però, non riguarda soltanto questi ultimi tempi, in quanto nasce nel lontano 1986 ed ancora non accenna a finire, vista la richiesta di aprirne un'altra. Questo fattore ha fatto sì che tante persone vivessero parte della loro vita cercando di contrastare questi eventi che, purtroppo, per il loro protrarsi sono diventati una “routine quotidiana”.
Da questo aspetto trae lo spunto il titolo della poesia. Aver trascorso metà della mia vita con questa situazione. Situazione che sta spingendo sempre più la popolazione verso limiti d'esasperazione insostenibili. Penso che anche il biblico Giobbe, in questo caso, perderebbe la sua proverbiale “pazienza”. La misura è colma, e per quanto riguarda noi vighizzolesi lo è da tempo!
Una vita a metà. «Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai n'altra discarica compiuta, / che la Dritta via s'era riempita, / ormai starle lontan era cosa arguta. / D'anni ne avea 24 quando iniziai la lotta, / se pur lo numero s'è raddoppiato / ancor non ho cambiato rotta, / che l'ardore mio non s'è modificato. / Avanti a me, v'era lo padre mio, / pur se la favella l'era un po' stantia / s'udiva sempre il suo brontolio, / al par de n'eterna litania. / Or ch'Ello è dipartito / a Vighizzolo nulla è mutato, / la musica corre sullo medesimo spartito / e a noi l'istesso suono vien propinato. / Na volta ancor, però, non sono solo / a combatter sta infinita guerra, / ora vi è pure il mio figliolo / a guerreggiar per difender la “Nostra” terra. / Molti, troppi, son li nipoti pronti / delli nonni a prender lo posto; / non v'è tanto da stare a far li conti, / sarà “Difesa” ad ogni costo. / Se la fiamma va un po' spegnendo / ci vuol la forza che la sostenga; / tutti qui da noi stan venendo, / ma più niun dobbiam far si che venga. / Lo tempo è già bell'e che maturo, / giunta è l'ora d'affilar le armi / per riprenderci lo nostro futuro, / prima de finir tutti sotto li marmi. / De rimandar oltre non se ne parla, / de serrar li ranghi, di ciò si tratta, / se dev'esser rivoluzion è tempo di farla, / per difender Vighisöl e lasciarla intatta».
Giacomo Tosoni
VIGHIZZOLO - MONTICHIARI




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