Il politicante e il cittadino
Sì all'alta politica. No al politicantismo. Il politicante è l'impreparato che svolge attività politica per puro mestiere e interesse personale.Sì all'alta politica. No al politicantismo. Il politicante è l'impreparato che svolge attività politica per puro mestiere e interesse personale. Il cittadino - che ha bisogno della politica (necessaria amministrazione dello Stato) - non può accettarne la degenerazione, la patologia. Il cittadino respinge statalismo, moloc burocratico, demagogia, bassa politica, ideologia, elettoralismo, utopia; nonché partitocrazia, clientelismo, spreco del pubblico denaro e teatrino di pupi faziosi. Lamenta il trasformismo, l'imbonimento, la mistificazione della realtà, la manipolazione particolaristica della storia e la discriminazione fra dittature di diverso colore.
Il cittadino è infastidito dai difetti di politiconi: retorica, privilegi, lussi, venalità, autocelebrazione, esternazione di prediche ed eccessiva esposizione mediatica. Rifiuta corruzione, tangentopoli, affittopoli, bizantinismo, politichese; come pure idolatria della Costituzione, “vocaboli imbroglioni” (Guglielmo Giannini) e incoerenza fra parola e azione. L'uomo della strada deplora le lungaggini, l'oratoria magniloquente e la dialettica inconcludente, fine a sé stessa. Critica la solidarietà pelosa, la strumentalizzazione della povertà e la politicizzazione d'ogni aspetto dell'esistenza. Avversa gli sfarzi, le pompe e il costo debordante di: “reggia quirinalizia”, parlamento, regioni, province, comuni ed enti inutili.
Il cittadino implora d'essere lasciato in pace; teme d'essere stritolato dal torchio fiscale; chiede che non gli vengano sottratti gli spazi di libertà individuale, privacy e intimità. No al Grande Fratello (G. Orwell), incombente, onnipotente, totalitario, controllore assoluto sulla vita delle persone.
Gianfranco Nìbale
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