A proposito del Parco delle Colline

Egregio direttore, prendo atto delle affermazioni contenute nella lunga lettera della signora Annamaria Guerrini pubblicata l'8 febbraio, che ripropone le lamentele già esposte qualche mese fa in merito ai lavori nel Parco delle Colline.
17/02/2012

Egregio direttore, prendo atto delle affermazioni contenute nella lunga lettera della signora Annamaria Guerrini pubblicata l'8 febbraio, che ripropone le lamentele già esposte qualche mese fa in merito ai lavori nel Parco delle Colline.
Non ho intenzione di alimentare un inutile battibecco anche se potrei rispondere, riga per riga, a quanto scritto dalla signora Guerrini, chiarendo e spiegando, per quanto possibile in una rubrica come questa, i motivi, le azioni, i tempi e le previsioni dei piani sulla Maddalena, ma penso che sia assolutamente inutile.
Lo abbiamo già fatto in diverse sedi con il dovuto approfondimento scientifico, lo abbiamo già fatto sui giornali, e per chi lo ha richiesto, anche incontrando personalmente alcuni cittadini.
La signora Guerrini è tra questi ma, dal contenuto della lettera, si capisce che delle informazioni più chiare ed evidenti non vuole tener conto, forse consigliata da qualche ambientalista esperto.
Colgo invece nella lettera un aspetto, non marginale, che riguarda l'uso degli spazi verdi comuni ed in modo particolare dei parchi periurbani.
Il colle della Maddalena è un ampio spazio compreso in un contesto fortemente urbanizzato per il quale è più corretto pensare ad una molteplicità di usi che non alla salvaguardia ottusa di uno stato di fatto dovuto al caso ed all'abbandono.
Il colle, con il dovuto rispetto per le proprietà private, è un bene di tutti i bresciani, ma qualcuno forse non la pensa così.
La signora Guerrini ce l'ha con chi va in bicicletta perché disturba, ce l'ha con le capre e con le pecore perché puzzano, ce l'ha con chi recinge le proprie pertinenze (speriamo che la sua casa in perfetto stile svizzero non abbia ombra di chiusure), ce l'ha con i proprietari perché, disgraziati, non accorrono subito a liberare il passaggio dalle piante cadute ma... guai se gli stessi si arrischiano a toglierne qualcuna per fare la legna, ce l'ha con i ragazzi che giocano a fare il soldato, ce l'ha con il Comune che non fa quello che dice Lei.
Ho il dubbio che alcuni vorrebbero che il monte vicino a casa fosse di loro uso esclusivo.
Non condividendo, prendiamo atto di questo.
In fondo, la biodiversità è anche questo.
Dr. Agr. Benedetto Rebecchi
DIRETTORE DEL PARCO DELLE COLLINE




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