Sindaco, una via per Scalfaro

Caro direttore, l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ci ha lasciato in silenzio, nel segno della riservatezza e della semplicità, se n'è andato nel sonno a 93 anni la notte del 28 gennaio scorso, nella sua casa romana
21/02/2012

Caro direttore, l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ci ha lasciato in silenzio, nel segno della riservatezza e della semplicità, se n'è andato nel sonno a 93 anni la notte del 28 gennaio scorso, nella sua casa romana. La sua è stata una vita spesa bene per la libertà, la democrazia, la pace e la giustizia sociale.
Uomo della resistenza, magistrato, deputato fin dalla costituente, dirigente della Dc più, volte sottosegretario e ministro, presidente della Camera e poi della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro era nato il 9 settembre 1918 a Novara.
Quando nel 2005 la riforma del governo di controdestra di Silvio Berlusconi ha stravolto la Costituzione che il 2 giugno del 1946 fu approvata dalla stragrande maggioranza dei costituenti, qualcuno ha definito la riforma la dissoluzione della Costituzione, qualcun'altro ha scritto che il Federalismo voluto da Bossi è un «mix perverso di spinte secessioniste e di centralismo», qualcun'altro ancora ha bollato la devolution come un «mostro costituzionale» che, se non sarà fermato, lacererà il tessuto sociale del paese e la coesione nazionale.
Per fortuna la devolution, cioè lo stravolgimento della carta costituzionale, grazie alle iniziative del Coordinamento nazionale «salviamo la Costituzione» presieduto dal Presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, è stata sottoposta a referendum confermativo. Il che significa che la parola è stata data a tutti gli italiani, i quali hanno potuto esprimere liberamente il loro giudizio su questo scellerato provvedimento. Il popolo italiano ha bocciato la Costituzione di destra e l'hanno bocciata al nord (complessivamente quasi il 53%), al centro (71%), al sud (74.8%) e nelle isole (70.6%).
«Ha vinto la Costituzione del '48 , nata dai sacrifici, dalle lotte del sangue. - disse Scalfaro. - Una Costituzione viva, attuale, che ci ha garantito una vita serena, improntata alla solidarietà, una Costituzione capace sia pur con qualche sofferenza, di difendere anche il valore della pace...».
La vittoria del «no» inoltre determina la sconfitta di un modello di Paese che agli italiani non piace e, se la lezione sarà recepita dal centrodestra, il dialogo per le riforme potrà essere avviato senza stravolgimenti e avventurismi. Diceva Pietro Calamandrei: «la Costituzione è il testamento di centomila morti. Aggiorniamola pure ai tempi, ma nn facciamo che quei centomila italiani siano caduti invano».
Ed è quindi giusto che nel triste momento dell'addio rendiamo l'omaggio di un riconoscimento, ammirato ed affettuoso, a Oscar Luigi Scalfaro, che nel Comitato referendario è stato animatore instancabile. Ed è giusto che sia annoverato tra i grandi benemeriti dell'Italia civile e democratica.
Voglio ricordare che da Presidente della Repubblica Scalfaro accettò di essere a Brescia il 28 maggio 1994 per celebrare il ventunesimo anniversario della strage di piazza Loggia. Arrivò e attraversò la piazza tra sue ali di folla visibilmente commosso e emozionato e sostò davanti alla stele che ricorda gli otto morti, fece il segno della croce e chinò il capo in preghiera; riattraversò la piazza e salì sul palco per la cerimonia di commemorazione ufficiale, aveva appena incominciato a parlare che si scatenò l'inferno con una violenta contestazione di sinistra, mentre praticamente tutta la piazza applaudiva al Presidente e urlava contro i contestatori.
Terminata la cerimonia in piazza, il presidente si recò in Palazzo Loggia per abbracciare i familiari delle vittime e assicurare loro l'impegno dello Stato nella ricerca della verità; fu nella chiesa San Francesco, la sera, per il concetto in memoria delle vittime.
Al signor sindaco di tutti i bresciani Adriano Paroli, persona per bene e sicuro democratico, sicuro di interpretare il desiderio della stragrande maggioranza dei cittadini bresciani chiedo di intitolare una via importante di Brescia a Oscar Luigi Scalfaro.
Renato Bettinzioli




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