Dov'è l'orgoglio degli italiani?
Gentile direttore, benzina a 1,80 euro (e mi sa che non è ancora finita)Gentile direttore, benzina a 1,80 euro (e mi sa che non è ancora finita); tassa sulla prima casa, in quanto questa "consuma" (?); estimi catastali "rivalutati" per decreto del 60% (!); ingiustificati aumenti di altre imposte e tasse; addio al segreto bancario; emorragia delle imprese e disoccupazione sempre più elevata; pensioni sempre più inconsistenti; salari e stipendi inchiodati da 30 anni (col placet dei Sindacati); inutili e costose cariatidi che più non mollano l'osso: "goodbye my dear Constitution, goodbye".
È così che si riscatta l'orgoglio nazionale? È questa la ricompensa dei 150 anni di fedeltà al nostro Stato? E ciò viene fatto per salvare l'Italia o per salvare l'euro? Cosa diavolo c'entra l'euro con l'orgoglio nazionale? E ad un certo punto, chi se ne frega di euro e di orgoglio nazionale: lasciateci vivere, lavorare e morire in pace nel nostro Paese. Vogliamo solo questo.
È evidente che ormai i nostri cari rappresentanti non rappresentano più nemmeno loro stessi. Le continue e ridicole sparate patriottarde sono il sintomo lampante che la fine si sta avvicinando sempre più in fretta. E meno male! Quando il popolo italiano - se davvero esiste - si darà una mossa? È il suo fondamentale diritto-dovere civico, costituzionalmente garantito? Allora - e solo allora - verrà finalmente riscattato l'orgoglio nazionale e, prima ancora, il sentimento nazionale, se davvero esistono.
Livio Gianni Milani
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