Don Merola e Celentano

Gentile direttore. nell'ambito di un progetto educativo, circa il tema della legalità, che ha coinvolto la scuola media di Calcinato, sono stato invogliato dall'entusiasmo di mio figlio Davide a partecipare, presso il teatro Gloria di Montichiari a un successivo incontro
22/02/2012

Gentile direttore. nell'ambito di un progetto educativo, circa il tema della legalità, che ha coinvolto la scuola media di Calcinato, sono stato invogliato dall'entusiasmo di mio figlio Davide a partecipare, presso il teatro Gloria di Montichiari a un successivo incontro. L' ospite, con tanto di scorta, era il sacerdote napoletano don Luigi Merola. Sono state due ore intense, capitanate dalla verve napoletana e passionale di questo sacerdote, esponendo a 360 gradi il suo essere prete e uomo. Ha toccato e messo in risalto situazioni care a quanti operano per il bene comune e, per dirla con un altro prete del sud, ai liberi e forti.
L'affare legalità coinvolge i cittadini che, parafrasando P. Pino Puglisi, devono svegliarsi dal tepore mediatico e decidersi a «rompere le scatole». Al ritorno, avvenuto in tutta fretta, ho trovato i miei figli addormentati, questo mi ha permesso un veloce aggiornamento televisivo, occasione imperdibile per sintonizzarmi su Rai news. Ebbene, il sottotitolo riportava in tempi reali quanto stava avvenendo a Sanremo: le profetiche parole del «molleggiato». Obiettivo della prima polemica i preti, incapaci di parlare ai poveri e di far intravedere loro ciò per cui siamo nati: il Paradiso.
Ironia che poco prima avessi ascoltato un prete che proprio in Paradiso voleva condurci.
Don Luigi Merola aveva ribadito, ciò che ormai ho assimilato, che la Chiesa «tutta» è fatta di glorie ma anche di miserie. Ridurre la Chiesa solo a ciò che non funziona e svenderla in maniera gratuita, significa che si vuole una Chiesa a propria misura… già, proprio quella della via Gluk.
Dario Zanotti
CALCINATO




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