Quel convegno sanitario

Ho letto, su Bresciaoggi, la presa di posizione di in gruppo di professionisti dell'area tecnico sanitaria, riabilitativa, ostetrica e sociale sul convegno organizzato il 25 cm in città dall'Ordine dei medici.
22/02/2012

Ho letto, su Bresciaoggi, la presa di posizione di in gruppo di professionisti dell'area tecnico sanitaria, riabilitativa, ostetrica e sociale sul convegno organizzato il 25 cm in città dall'Ordine dei medici.
Concordo sul fatto che il titolo sia quantomeno fuorviante perchè si tratta poi appena di un incontro tra medici e infermieri, e non di un confronto tra medici e professioni sanitarie nel loro insieme, come il titolo dato all'evento lascerebbe intendere. Ovvia quindi la precisazione di quanti si sentono esclusi, ma vorrei aggiungere dell'altro.
Il titolo è quantomeno poco felice non solo per questo, ma anche perchè sembra lasci intendere che i medici, da reminiscenze ancestrali, quasi ancillari, siano qualcosa d'altro rispetto alle professioni sanitarie. Non è ovviamente così. Il nostro ordinamento giuridico, anche se qualcuno ha tentato senza riuscirvi di introdurre le Prof. San. primarie, piaccia o meno, riconosce solo ed unicamente le professioni sanitarie e le arti ausiliarie delle professioni sanitarie. Tra le prime rientrano, a pieno titolo, anche i medici, con tutte quelle professioni, dall'infermiere, al fisioterapista, al tecnico di laboratorio o radiologia, una volta definite «sanitarie ausiliarie», che, grazie alla legge 42/99, hanno acquisito lo status di professioni sanitarie «tout court». Il tutto mentre da più parti si invoca una rivisitazione di costose prassi consolidate per superare la perversa logica dei continui tagli economici, andando sulla strada di una reale valorizzazione delle professionalità esistenti nel Ssn e Ssr, professionalità che, per altro, lo Stato prepara, a sue spese, nelle università. Che poi è proprio quello che si prefigge anche il convegno bresciano che, per evitare un conflitto tra categorie, prevede «la necessaria rinuncia da parte dei medici ad un rapporto asimmetrico (che) dovrebbe evolvere verso una armonizzazione dei ruoli, competenze e titolarità, costruite attorno ai bisogni del paziente».
Gianni Melotti
FISIOTERAPISTA - BRENO




commenti

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.