«Niente scandali: magari Silvio fosse il mio fidanzato»
MANUELA FERRERA
Due cene, forse tre. Lunghe permanenze al tavolo tra portate prelibate e digressioni musicali e comiche. Manuela Ferrera ricorda così le sue apparizioni al tavolo del Presidente del Consiglio.
«Io e mia sorella siamo state a cena dal Premier due volte, forse tre, non ricordo nemmeno con precisione. Si trattava di cene, niente di particolare», assicura.
Le cene ad Arcore o in altre residenze di Berlusconi sono però alla ribalta e al centro di un'indagine che sta facendo saltare l'equilibrio politico italiano...
«Mi sembra tutto così assurdo. La mia opinione è che qualcuno stia cercando di buttare fango addosso ad una persona che è sempre più in difficoltà. Tutto è partito da una bambina, Ruby. Mi chiedo come si possa mettere in piedi un teatrino del genere in base alle dichiarazioni di una ragazzina di 17 anni».
Le intercettazioni telefoniche effettuate dalla Procura di Milano inseriscono anche voi tra le ragazze che andavano alle ormai famose cene. Sorprese?
«Non più di tanto, non abbiamo mai nascosto di essere andate a cena da Berlusconi. Ci sorprende molto di più il rumore attorno a qualcosa che secondo noi non è così grave o importante».
Ma cosa succedeva attorno al tavolo del presidente del Consiglio?
«Si cenava. Il programma era sempre molto preciso: innanzitutto era richiesta la massima eleganza, poi si mangiava, anche parecchio, tanto poi la palestra aiuta a sistemare qualche chilo di troppo. Dopo la cena, o anche durante, c'era chi cantava o chi raccontava barzellette. Dopo aver cenato io e mia sorella siamo sempre tornate a casa nostra. Quel che accadeva dopo, se qualcosa accadeva, non lo sapevamo».
Come si rapportava il Premier nei confronti delle sue commensali?
«Berlusconi è un uomo di grande educazione, innamorato del bello e della bellezza. Penso sia per questo che ama farsi circondare da belle ragazze, questo per noi era motivo di grande orgoglio. Poi lui è un uomo di spettacolo, in passato ha fatto il cantante di piano bar e ogni volta che ci siamo visti ha sempre voluto cantare, anche in francese. È bravissimo, una persona molto piacevole, davvero».
E le celebri barzellette?
«Un fenomeno. Ne conosce, dice lui, quasi 900. Ovviamente anche dopo cena ne raccontava, ci faceva divertire tanto. Non mi sembra ci sia niente di male ad andare a cena, divertirsi, cantare e raccontare barzellette».
Nessun gioco a luci rosse durante o dopo la cena?
«Che io abbia visto no. Quando eravamo a tavola non accadeva mai nulla che non fosse cantare o raccontare una barzelletta».
Qualche ragazza ha ammesso di aver ricevuto regali o somme di denaro dopo aver partecipato alle cene di Arcore e non solo. Anche voi siete state oggetto di qualche regalo da parte di Berlusconi?
«Denaro non ne abbiamo mai preso. Quelle due o tre volte in cui ci siamo andate ci ha fatto un regalino, un gioiello piuttosto che un anellino. È un uomo galante, magari ce ne fossero tanti come lui».
Con il senno di poi accetterebbe ancora gli inviti a casa di Berlusconi?
« Quando qualcuno ti chiama e ti dice che Berlusconi ti vuole a cena, è quasi impossibile dire di no. Adesso tutti fanno i disgustati, io penso che molti di quelli che storcono il naso avrebbero fatto carte false per poter essere seduti a quel tavolo in un'ambiente simpatico e divertente».
Ma chi era a formulare l'invito alle cene di Arcore?
«Noi siamo state invitate da Emilio Fede o Lele Mora, facendo parte dell'agenzia e frequentando il mondo dello spettacolo per noi è stato abbastanza naturale. Ci chiamavano e ci chiedevano se volevamo partecipare alla serata. Tutto avveniva in modo molto naturale, e ripeterò fino allo sfinimento, tutti avrebbero voluto essere invitati ad una serata con Berlusconi».
Che idea si è fatta dopo la sua frequentazione di Silvio Berlusconi?
«Lo stimo tantissimo, una persona secondo me eccezionale. Politicamente credo abbia fatto tanto per l'Italia, i risultati da imprenditore sono sotto gli occhi di tutti. Il problema è che come sempre il successo di uno diventa l'invidia di molti e adesso stanno facendo di tutto per distruggerlo».
Qualcuno sostiene che tra le ragazze invitate alle cene ci sia anche la sua nuova compagna. Pronta a chiamarsi fuori dal lotto delle papabili «fidanzata del Premier?»?
«Purtroppo si. Magari fossi fidanzata con Berlusconi, ma purtroppo nè io nè mia sorella siamo la sua compagna. In questo momento non sto lavorando, faccio un servizio di moda ogni tanto, devo pagare il mutuo, le spese sono sempre tante. Fossi la sua fidanzata avrei risolto ogni problema economico, avrei case, palazzi, macchine, autisti, probabilmente anche un lavoro in televisione se solamente lo volessi. Invece devo darmi da fare come modella e come hostess per riuscire a pagare la rata del mio mutuo. Berlusconi sarebbe un fidanzato eccezionale, ha conosciuto anche i miei genitori, pure loro stravedono per lui. Come me del resto».
Preoccupata per essere entrata nel fascicolo della Procura anche se non come persona indagata?
«Sono molto serena. In quelle cene non ho mai visto nulla di strano. Sempre che mangiare, ridere e cantare in compagnia non sia diventata una qualche forma di reato».
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