«Ho sempre voluto esserci,
sono certo che ci salveremo»
CRISTIANO ZANETTI
Entusiasta come un ragazzino che approda alla grande piazza. Cristiano Zanetti è felice di vestire la maglia del Brescia. Elettrizzato all'idea di rimettersi in gioco dopo tanti anni di Inter, Roma, Juventus, Fiorentina... «Sapete quando ho deciso che non potevo più aspettare? Nell'intervallo della partita con il Chievo - svela il neoacquisto biancazzurro, maglia numero 14, subito in campo a Coccaglio per preparare la trasferta di Roma -. Fra il primo e il secondo tempo ho deciso che il mio futuro era a Brescia».
Zanetti sceglie di ripartire dal punto più basso del Brescia recente. Una bella sfida.
Ne sono consapevole. Per questo ho colto l'opportunità al volo, con entusiasmo.
Il lieto fine arriva dopo settimane di tiraemolla.
La verità è che io ho sempre voluto il Brescia e il Brescia ha sempre voluto me. Per questo l'operazione è andata in porto.
I problemi erano tutti con la Fiorentina?
Esatto. Ma quei problemi sono risolti.
Si diceva che il nodo fosse la buonuscita richiesta per accettare il trasferimento.
Non era vero e mi fa piacere che ora lo dicano pure a Firenze.
Scuse ricevute?
Si sono rimangiati il discorso della buonuscita e siamo a posto così. Io non ho chiesto un soldo di più e ci tenevo che si sapesse. Prima di essere un calciatore, sono un uomo. Me ne vado dalla Fiorentina da uomo rispettato: questo per me conta più di tutto.
Il contratto, in scadenza nel 2011, è stato prolungato fino al 2012.
Vero. Ma fino a quando non ho incontrato il presidente Corioni, nemmeno mi ero posto il problema della durata del contratto. Sono partito per Brescia, domenica sera, con una sola idea: mantenere la parola data. L'incontro con Corioni e la sua famiglia è stato decisivo.
Aveva qualche dubbio?
No, ma se ne avessi avuti, l'appuntamento con il presidente li avrebbe spazzati via. Ne sono convinto, qui c'è tutto per fare bene.
La situazione è grave: classifica deficitaria, morale sotto i tacchi.
Ripeto: durante l'intervallo di Brescia-Chievo ho sentito la carica giusta. Ho sentito che potevo dare qualcosa di importante a questa squadra. Possiamo salvarci, non è facile, ma possiamo risalire in classifica.
C'erano anche altre offerte?
Lunedì mattina, poco prima che il mio trasferimento diventasse ufficiale, il Fenerbahce ha contattato il mio procuratore, Carlo Pallavicino. Una proposta allettante. Ma ho rifiutato subito. Avevo dato la parola al Brescia e non me ne pento. Con il Brescia ho firmato fino al 2012.
Con opzioni diverse, per la prossima stagione, a seconda della categoria (A o B)?
Sì, ma noi rimaniamo in A.
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