«Sono ancora una ragazza di periferia»

ANNA TATANGELO
04/05/2011
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Anna Tatangelo: per lei due concerti bresciani, venerdì e sabato

Venerdì sera sarà sul palco del Palabrescia, dove si esibirà insieme a numerose colleghe in favore dell'Ant. Sabato invece sarà la «star» della Notte Bianca cittadina, organizzata in occasione della Mille Miglia. E' un weekend piuttosto impegnativo, quello che Anna Tatangelo ha in programma a Brescia, città dove - se la memoria non inganna - non aveva mai avuto occasione di esibirsi e che ora, in una sola occasione, spalanca per lei due prestigiosi palcoscenici.
«La Mille Miglia? Non posso dire di essere un'esperta, ma per me è davvero un onore essere stata scelta per questa serata così importante», racconta l'imperturbabile e cordiale Lady Tata, 24 anni e alle spalle una carriera vissuta turbinosamente ai confini tra musica, gossip e cronache rosa per quasi una decade, tanto è passato dal debutto sanremese del 2002 con il brano «Doppiamente fragili».

I primi dieci anni di attività rappresentano sicuramente un'occasione per l'inevitabile bilancio...
«In ho già tirato le prime somme quando ho scritto la mia autobiografia, uscita a marzo di quest'anno, nella quale mi sono raccontata dal primo festival ad oggi. Alla fine mi sono detta che in fondo qualcosa ho combinato anche io, e credo che alla scadenza naturale del decennale, il prossimo anno, avrò qualcosa di ancor più interessante da aggiungere».

Nel titolo del libro lei si è definita «una ragazza di periferia»: quanto sono ancora importanti le sue origini popolari?
«Sono assolutamente fondamentali. Il mio paese, Sora, in provincia di Frosinone, è per me ancora oggi un punto di riferimento: lì c'è la mia famiglia, c'è il pediatra di cui parlo anche nel libro e che è stato così importante per il mio bimbo, c'è persino il mio parrucchiere... Ci torno ancora spesso, ogni settimana o al massimo ogni 15 giorni, e torno ad essere l'amica, la figlia, la ragazza di periferia che in fondo sono sempre stata e che continua a vivere in me. E poi riparto sempre con la macchina piena di uova fresche e tante altre cose buone...».

All'ultimo Sanremo si è presentata con uno dei brani più ad effetto della sua carriera: che effetto ha sortito il grido di «Bastardo» nei giorni successivi al festival?
«Ho constatato che tante ragazze hanno fatto propria questa canzone, riconoscendo la propria esperienza in quelle parole. Ma la più bella soddisfazione è che questo festival mi è servito per farmi conoscere da tanta gente che nemmeno mi seguiva».

Fra gli ospiti del suo ultimo disco «Progetto B» c'è Mario Biondi: che effetto le ha fatto duettare con un artista così diverso da lei?
«Mario ha cantato con me in un pezzo e mi ha anche dato una sua canzone, e il fatto che si sia esposto artisticamente in questo modo a mio favore è stata una sorpresa. Mi sono sentita molto onorata: dopo tanti anni in cui la mia dimensione artistica è stata messa in secondo piano dal gossip questa cosa mi ha gratificato».

Nel lungo soggiorno bresciano canterà insieme ad altre colleghe per l'Ant: quant'è importante il ruolo di un personaggio famoso nell'opera di promozione di associazioni e cause benefiche?
«E' importantissimo. Noi abbiamo la possibilità di lanciare dei messaggi e sensibilizzare le persone con la musica e credo sia doveroso un impegno da parte nostra in questo senso. E in merito all'iniziativa bresciana penso sia molto bello che tante donne della musica italiana si siano mobilitate per questa causa».

Claudio Andrizzi




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