«Io che non credo vado all'Ariston a parlare di Dio»
EUGENIO FINARDI
Eugenio Finardi ha già vinto il Festival di Sanremo. Ed è proprio lui a dirlo. «Sì, perché al teatro Ariston porterò da indipendente il brano E tu lo chiami Dio. Per me è già una vittoria parteciparvi». La canzone è tra gli inediti del triplo cd, Sessanta, una raccolta con il meglio della sua produzione, in uscita il 15 febbraio su etichetta Cramps, il marchio della controcultura italiana anni Settanta, lo stesso degli Area. L'album è stato presentato ieri a Milano. Finardi, come mai a Sanremo con un brano che parla di Dio? C'è qualcosa di meno «sanremese»? In realtà la melodia della canzone, che ho scritto con Roberta Di Lorenzo, ha un'anima completamente italiana. E il ritornello mi sembra indimenticabile, apprezzabile e recepibile fin dal primo ascolto. Insomma, da Sanremo. L'arrangiamento in realtà è molto colto Eh sì, gli archi sono stati arrangiati da Filippo Del Corno con cui ho realizzato l'album Il cantante al microfono con il quale ho vinto la Targa Tenco come interprete. Per eseguire quel disco sono stato invitato dall'ensemble Sentieri Selvaggi, sotto la direzione di Carlo Boccadoro, come Del Corno collaboratore della Scala di Milano. E la De Lorenzo? Lei si conferma un talent scout Sì, non essendo un bravo strumentista, so riconoscere un vero artista quando lo ascolto. È stato così negli anni con Gianna Nannini, Pino Daniele, Lucio Fabbri, Alberto Camerini Se leggete i crediti dei miei dischi e andate a vedere chi apriva i miei concerti nei tour anni '70-'80, capirete Nella serata dei duetti italiani a Sanremo chi sarà con lei? Peppe Servillo degli Avion Travel e una straordinaria orchestra di bambini e adolescenti del Conservatorio di Milano che ha avviato un progetto di integrazione. Tra i piccoli musicisti ci sono due ragazzi rom che invece di suonare nei corridoi della metro, chiedendo l'elemosina, sono stati accettati in quest'orchestra. Pensate cosa rappresentano per la loro gente! Sono fiero di portare al Festival questi giovani strumentisti. Sono un contraltare ai divi dei reality che raggiungono la fama velocemente. E per la serata dei duetti con gli ospiti internazionali, con chi canterà? Con l'israeliana Noa. Che in realtà canterà Torna a Surriento in napoletano, mentre io la eseguirò in inglese, nella versione che ne fece Elvis Presley, Surrende. D'altra parte ho passaporto americano Insomma, sarò io l'ospite straniero e Noa l'artista italiano! Dicono che Fidel Castro si stia avvicinando a Dio Anche lei, con questo brano? La mia generazione ha cercato Dio in vari modi: andando in India, studiando filosofie di altri paesi Onestamente, io non sono credente. E non credo che un essere ultraterreno abbia creato l'Universo. Ma credo nel sacro, nella trascendenza, in quell'afflato divino in ognuno di noi. Credo nell'amore, nella fratellanza, nell'uguaglianza. Sono sentimenti dell'uomo che esistono da sempre. Sono nostre creazioni e se le abbiamo create, ne abbiamo bisogno.
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