Concato - Donadio, un match per far vincere la musica
REZZATO. Al teatro Ctm la coinvolgente serata che sigla la collaborazione e l'intesa artistica tra i due cantautori. Iniseme hanno duettato con «Il primo uomo sulla neve», poi ciascuno ha snocciolato il proprio repertorio fino alla jam finale
Rezzato. Il match Concato-Donadio si è risolto con una vittoria a favore della musica. Perché non era certo antagonismo quello che ha portato i due artisti a presentarsi insieme giovedì sera sul palco del Ctm: semmai piuttosto un'intesa sigillata all'insegna della reciproca stima, in un clima di complicità che ha fatto da cornice ad una serata contrappuntata di emozioni, belle canzoni, un velo di lieve nostalgia e qualche divertente sfumatura autoironica.
L'incipit, inevitabilmente, è stato «Il primo uomo sulla neve», il duetto in cui Donadio ha coinvolto Concato sul suo ultimo album «Figurine»: la presentazione in apertura del videoclip del brano ha rimandato ai ricordi della grande nevicata dell'85, rimasti indelebili per chi c'era, tratteggiando i contorni di quell'atmosfera di agrodolce malinconia al centro delle ultime composizioni di Donadio.
CHE, DA PADRONE di casa, ha guadagnato il palco per primo, la voce rotta qua e là da un comprensibile velo d'emozione nel quale è stato facile leggere tutte le attese e le fatiche di un evento preparato con grande cura, ma anche la voglia di non deludere chi in platea attendeva soprattutto il maestro milanese.
«Siamo la tribute band di Beppe Donadio, perché oggi se non fai cover non suoni da nessuna parte», ha esordito lui, offrendo alla platea una selezione ragionata della sua discografia in tre atti: «Figurine», «Naso di plastica» e «La stanza dei bottoni» han fatto un figurone, e un ulteriore tocco di lievità è arrivato dalla sempre deliziosa Franceska per l'inno alla paradossale incomunicabilità tecnologica di «Chips».
Per «M'innamoro davvero» è arrivato in scena anche l'ospite speciale, cui è stato riservato un set conciso ma nel quale non mancava nulla di quel che il pubblico voleva sentire: né «Guido Piano», né «Fiore di maggio», né «Domenica bestiale», né «Gigi». Concato si è riso addosso («Quando mi son visto allo specchio questa sera sembrava mi fossi vestito per andare all'oratorio»), ha annunciato un nuovo disco di inediti («L'ultimo è stato dieci anni fa e la gente mi chiede se ho cambiato mestiere perché non mi vede in tv»), e, nel conclusivo, immancabile duetto de «Il primo uomo
», ha avuto parole di lode e di stima per il giovane «allievo» bresciano.
QUANTO basta per far sciogliere Donadio in un sorriso di grande soddisfazione prima della jam finale di «Rosalina», che ha riconsegnato una platea felice al freddo della notte bresciana.
Claudio Andrizzi
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