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Moria di pesci nel Gambara caccia agli inquinatori
IL MISFATTO. Grave episodio di inquinamento del corso d'acqua: interamente distrutta la faunaSi indaga sull'origine dei reflui «I responsabili dovranno pagare»
Un odioso caso di inquinamento ha provocato ieri una moria di pesci a Gambara. Al mattino alcuni pescatori e pensionati hanno notato che l'acqua del fiume Gambara aveva colore marrone e un odore insopportabile, tanto da far pensare a uno sversamento di liquami di origine zootecnica.
Si direbbe un atto doloso, perchè nessun allevamento della zona ha comunicato incidenti o perdite di reflui dagli impianti. Lo hanno fatto apposta, alla maniera zitta.
Proprio i pescatori hanno avvertito la polizia municipale, l'assessore all'ecologia Dario Pirelli, il sindaco Tiziana Panigara e i tecnici dell'Arpa.
Nel pomeriggio, purtroppo, dopo i controlli è giunta l'amara constatazione che il danno ambientale è notevole.
All'impianto di pompaggio del canale «Allegri», che è collegato al fiume Gambara e viene utilizzato per l'irrigazione dei campi, alcuni ragazzi e volontari, nel giro di poco tempo hanno recuperato diversi quintali di pesce per la maggior parte carpe, cavedani e qualche tinca: pesci bellissimi, anche di buone dimensioni. Ma è bastato un giro lungo gli argini a sud del cosidetto «Ponte Giallo» (Pont Zalt) per accorgersi che anche il pesce di piccole dimensioni, tipo aole e bose, ha subito la stessa sorte, quasi certamente per mancanza di ossigeno dovuto al liquame inquinante.
L'assessore Pirelli usa parole durissime verso il presunto o presunti inquinatori, e annuncia che qualora venissero individuati, come le indagini lasciano sperare, l'amministrazione non lascerà correre: «Proporrò all'amministrazione di costituirsi parte civile e chiedere i danni, senza dubbio notevoli. Ho visto pescatori e gente comune, con le lacrime agli occhi».
Con il consorzio irriguo si è concordato di fare il possibile per deviare l'acqua dai canali di competenza nel Gambara, così da cercare di ossigenare il fiume. I tecnici dell'Arpa hanno eseguito i rilievi (anche fotografici) e le relazioni, ed esistono buone possibilità di individuare i responsabili in quanto il cerchio dei possibili colpevoli è molto ristretto. Ma nulla toglie l'amarezza per questo sfregio alla natura.
Gianbattista Manganoni
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2 VitoBisceglie 23/07/2010 14:35 1 commenti
Bracconaggio e inquinamento hanno ridotto ad uno stato di salute piuttosto preoccupante le nostre acque interne. E' ora che le associazioni di pesca ed ambientali e i Comuni collaborino e formino una catena da stringere forte intorno a questi crimini e criminali ecologici. Vito da Miradolo Terme (PV)
3 traccia15 23/07/2010 11:58 1 commenti
Si dovrebbero inasprire leggi e regolamenti per i crimini ecologici.....E pene certe. E' così diffusa l'insensibilità ai reati in genere finchè non ci colpiscono personalmente.
4 zzn84 22/07/2010 19:23 1 commenti
Era la nostra passeggiata...era il nostro Fiume...era l'orgoglio dei nostri Pescatori... chi ha voluto portarci via tutto questo...? Perchè ...???? Ci avete tolto un pezzo di cuore... un pezzo del nostro paese... Gambara non sorride più, ci guardiamo tutti e non abbiamo parole...un nodo in gola, una ferita aperta.... Gambara non dimenticare.... L.A.
5 riccardodotti 22/07/2010 15:03 2 commenti
E' un disastro che merita una punizione, e l'attenzione non solo del paese, perchè è a rischio anche la salute dell'uomo (quella dell'ecosistema del fiume è chiaro che sia già stata distrutta). E tutto questo per il guadagno di un singolo che ora deve rendere conto di un comportamento incivile (è chiaramente un atto doloso) e del disastro che ad oggi è stato arginato a spese di un piccolo comune che dovrebbe avere altro a cui pensare. Ciò che è accaduto va punito per preservare il nostro futuro. E per tutti coloro che erano (e sono) sulle rive del fiume in questi giorni nefasti (moltissimi giovani tra l'altro) e si sono sentiti impotenti e hanno colmato il cuore con la rabbia e gli occhi con le lacrime deve essere fatta giustizia. Riccardo
6 riccardodotti 22/07/2010 13:48 2 commenti
E' un indecenza inaudita. Non si può lasciar impunita questa vicenda. Le immagini ed i fatti parlano chiaro, si tratta di un disastro doloso. Il fiume Gambara deve tornare a vivere e nessuno si può permettere di distruggere il bene di tutti! Andrea da Gottolengo
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1 MMANU09 23/07/2010 15:21 1 commenti
Bastano 5 passi sull'argine ed il tanfo ti assale le narici, gli occhi piangono già da giorni perchè il ns fiume è morto....non dobbiamo dimenticare questo scempio. No! E noi Gambaraesi non lo faremo. emanuele