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Gambara avvelenato: allevamento nei guai
GAMBARA. Il Consiglio comunale svela i nomi dei presunti responsabiliBufera sui permessi concessi allazienda incriminata Il sindaco: «Quellautorizzazione era un atto dovuto»
Ora è ufficiale: l'inquinamento del fiume Gambara ha un presunto responsabile. Si tratta di un allevamento suinicolo del paese che dovrà rispondere dello scarico abusivo di liquame. Uno sversamento che tre settimane fa ha avvelenato il corso d'acqua decimando la fauna ittica. La svolta nell'indagine, già anticipata da Bresciaoggi, è stata confermata dal sindaco Tiziana Panigara nel corso della rovente seduta del Consiglio comunale di lunedì sera. A far approdare in aula il caso dell'inquinamento, l'interpellanza presentata delle lista di centrosinistra «Gambara Insieme». Il primo cittadino ha confermato quanto già riportato nell'ordinanza comunale che, il giorno dopo il disastro ambientale, ha sospeso all'allevamento l'autorizzazione alla fertirrigazione. «Nel corso del sopralluogo effettuato poche ore dopo la scoperta dello sversamento da Polizia locale e autorità sanitarie - ha spiegato Tiziana Panigara - è stato identificato un campo dove erano evidentissime le tracce di percolazione di liquame».
Il fascicolo a carico dell'allevamento passerà ora al vaglio della magistratura. Tiziana Panigara replicando alle accuse sui presunti ritardi della macchina istituzionale ventilate dalle minoranze e non solo, ha ammesso «le oggettive difficoltà operative di fronte a un inquinamento senza precedenti».
LA BONIFICA DEL CORSO d'acqua delle montagne di carcasse di pesci è stata effettivamente molto delicata e impegnativa. Circa la richiesta avanzata con forza dai cittadini (la sala consiliare gremita di pubblico ha confermato l'indignazione della comunità di fronte all'episodio) di identificare gli inquinatori il sindaco è stato categorico: «Si tratta di un'istanza sacrosanta ma tocca solo alla procura stabilire le responsabilità. Il Comune e le autorità sanitarie hanno lavorato con impegno in sinergia rispettando le proprie competenze e le proprie prerogative: ora la palla passa in mano ai giudici».
Il clima si è surriscaldato quando in aula hanno trovato sponda le polemiche attorno permessi di costruzione dell'allevamento sospettato dell'inquinamento concessi nel settembre del 2004.
Se l'ultimo atto della pratica fu avallato dall'esecutivo di centrodestra all'epoca fresco di insediamento guidato dal sindaco Roberto Arturi, l'iter e il relativo parere positivo della commissione Urbanistica del 2003 si era consumato sotto l'egida della Giunta di centrosinistra guidata da Emma Barozzi.
«Se la legge permetteva l'apertura dell'allevamento, la Giunta dell'epoca - ha sottolineato Tiziana Panigara -, non ha nemmeno esaminato la pratica: il via libera dopo il sì della commissione e dell'ufficio tecnico era un atto dovuto».
Le minoranze hanno accusato la Giunta di aver tenuto gli amministratori all'oscuro dei risultati dell'indagine poi riportati nell'ordinanza. «Il silenzio della maggioranza sugli sviluppi degli accertamenti sull'episodio di inquinamento è stato inacettabile e sospetto» hanno sottolineato i consiglieri Ferdinando Lorenzetti, Franco Durosini ed Emma Barozzi che hanno auspicato d'ora in poi una maggiore trasparenza sulla vicenda.
Giambattista Manganoni
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