martedì, 22 maggio 2012

Provincia da salvare

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A Bedizzole dovrebbe sorgere un impianto di trattamento dei reflui degli allevamenti avicoli, tu cosa ne pensi?

  • Il gassificatore di polline non deve essere realizzato: è un ulteriore scempio al territorio
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Padenghe: sei d'accordo con l'intenzione del parroco di realizzare un ristorante accanto alla Pieve di S. Emiliano, suggestiva chiesa del XI secolo?

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C'è una "Provincia da salvare": secondo te quali sono le maggiori minacce ambientali che incombono sul nostro territorio?

  • L'eccessiva cementificazione del nostro territorio.
  • L'inquinamento e la qualità dell'aria sempre più scadente.
  • La presenza di troppe cave e discariche.
  • Poca attenzione istituzionale alla salvaguardia delle aree di pregio.
  • La scarsa educazione ambientale dei bresciani.

MANDACI COSI' LE TUE SEGNALAZIONI

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Una discarica abusiva, uno scempio urbanistico, una roggia inquinata, ordinari scorci di degrado. Mandaci le tue segnalazioni: invia una foto, completa delle indicazioni sulla località in cui è stata scattata agli indirizzi di posta elettronica:
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provincia@bresciaoggi.it.
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L'ambiente si lecca le ferite: rifiuti, aria malata e cemento

IL BILANCIO 2010. Un anno che ha portato alla luce numerose ferite inferte al territorio, i casi più pericolosi


Crescono le richieste di discariche In pianura l'inquinamento dei fossi causato dal liquami degli allevamenti e scorie di fonderia sotto gli asfalti
01/01/2011
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L'inquinamento di una roggia a Pontevico

Traffico illecito di rifiuti, emissioni industriali choc, richieste di discariche che avanzano, smaltimento di liquami zootecnici nei fossi della Bassa, sono state le criticità ambientali cardine del 2010, alle quali vanno sommate quelle pregresse: falde della Valtrompia inquinate da cromo, quelle della Bassa da nitrati, 221 siti dismessi ancora da bonificare. Se poi aggiungiamo il fatto che nella nostra Provincia il cemento si mangia 2 ettari al giorno (dati report Legambiente) e che la metà delle fogne non ha un depuratore il quadro assume tinte ancora più fosche.
Nota positiva: aumentano parecchio gli impianti per la produzione di energie alternative (in testa idroelettrico e fotovoltaico). Nota di speranza nel 2011: Arpa (che da domani chiuderà i distaccamenti di Leno, Chiari e Salò) e Provincia dovranno rimboccarsi le maniche e controllare autorizzazioni Aia e Ippc di diversi impianti particolarmente impattanti. Lo deve fare tutta la Regione, pena salate multe dell'Ue.
ANCHE NELL'ANNO che finisce non è mancato un variegato cocktail di reati ambientali: dalla scoperta (gennaio) di una discarica di rifiuti pericolosi smaltiti illecitamente nel quartiere Orti di Coccaglio, fino al recentissimo sequestro (2 dicembre) della tangenzialina di Orzivecchi, realizzata su pericolose scorie di fonderia, sono decine gli illeciti scoperti dalle autorità preposte.
Ci sono emissioni di pcb, diossine e altri inquinanti in uscita dalle aziende siderurgiche, c'è il disastroso inquinamento da trielina scoperto in primavera a Dello e causato da una lavanderia industriale, ci sono stati gli scarichi di liquami zootecnici che a luglio (a Gambara) e a inizio e metà novembre (da Offlaga a Pontevico) hanno avvelenato diverse rogge della Bassa e ucciso quintali di pesce.
C'è stata la scoperta dello smaltimento illecito di rifiuti nelle cave di ghiaia che lavorano in acqua. E c'è pure stata una condanna eccellente a 3 anni e 2 mesi (perla rara per la giurisprudenza italiana, che in materia ambientale è fiacchissima) per l'ideatore di quel traffico, un 40enne di Corteno Golgi amministratore della ditta Moviter che prendeva terreni intrisi da pcb in città e li scaricava in una cava di Manerbio. Un episodio che purtroppo non sarebbe isolato, come ha ammesso lo stesso assessore all'ambiente della Provincia, Stefano Dotti.
DULCIS IN FUNDO il passato industriale di Brescia e provincia che presenta il suo salatissimo conto, a partire dalla falda freatica di mezza Valtrompia e della zona sud di Brescia (chiusi ben 38 pozzi privati), avvelenata dal cromo esavalente (estremamente cancerogeno), usato per decenni nella lavorazione di posate, pentole e vari utensili. E scaricato nel Mella o nei terreni. Se i veleni che escono dai camini non fanno notizia, fa invece notizia l'avvelenamento delle rogge della Bassa, piene di schiuma e pesci morti.
A marzo a Dello si scopre che dalla lavanderia Econeproma sono usciti potenti solventi quali la trielina e le falde superficiali ne contengono fino a 18mila microgrammi al litro (il limite è 1 mg/litro). Lo sdegno è altissimo a fine luglio quando a Gambara muore l'omonimo fiume per lo sversamento di liquami suini di un vicino allevamento (poi sanzionato).

Pietro Gorlani




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