martedì, 22 maggio 2012

Provincia da salvare

CAMBIA:

Sondaggio

A Bedizzole dovrebbe sorgere un impianto di trattamento dei reflui degli allevamenti avicoli, tu cosa ne pensi?

  • Il gassificatore di polline non deve essere realizzato: è un ulteriore scempio al territorio
  • Si tratta di un'opera sicura: da qualche parte devono pur farla. Sono d'accordo

Sondaggio

Padenghe: sei d'accordo con l'intenzione del parroco di realizzare un ristorante accanto alla Pieve di S. Emiliano, suggestiva chiesa del XI secolo?

  • Si
  • No

Sondaggio

C'è una "Provincia da salvare": secondo te quali sono le maggiori minacce ambientali che incombono sul nostro territorio?

  • L'eccessiva cementificazione del nostro territorio.
  • L'inquinamento e la qualità dell'aria sempre più scadente.
  • La presenza di troppe cave e discariche.
  • Poca attenzione istituzionale alla salvaguardia delle aree di pregio.
  • La scarsa educazione ambientale dei bresciani.

MANDACI COSI' LE TUE SEGNALAZIONI

Zoom Foto

Una discarica abusiva, uno scempio urbanistico, una roggia inquinata, ordinari scorci di degrado. Mandaci le tue segnalazioni: invia una foto, completa delle indicazioni sulla località in cui è stata scattata agli indirizzi di posta elettronica:
provinciaweb@bresciaoggi.it 
provincia@bresciaoggi.it.
Aspettiamo il tuo contributo.

Padenghe: un ristorante accanto a S.Emiliano? Vota il sondaggio

PADENGHE. Dopo l'annuncio del sacerdote sul discusso progetto si apre un acceso dibattito


Don Negretti: «Il locale si farà» Ma sulla chiesetta dell'XI secolo restaurata con fondi pubblici il paese rischia di spaccarsi in due
04/02/2011
Zoom Foto
L'abside dell'antica Pieve

Sta diventando un caso l'annunciata apertura di un ristorante accanto alla pieve di Sant'Emiliano, datata XI secolo, di proprietà della parrocchia di Padenghe.
UNA VICENDA sulla quale l'amministrazione comunale, pur sensibile al problema che sta diventando rovente, si muove con cautela per evitare che il paese si divida in due sulla querelle «ristorante sì, ristorante no» a Sant'Emiliano.
Principale sostenitore del progetto è il parroco. Di recente, don Bruno Negretto, al termine di una Messa celebrata proprio nella millenaria pieve, ha esposto chiaramente le proprie intenzioni: «Vi annuncio - ha detto ai fedeli - che nel fabbricato vicino alla pieve sorgerà un locale ristorante».
Qualcuno, nel prendere la parola, ha però manifestato il proprio disappunto.
È lo stesso disappunto, misto a incredulità, che avevano espresso un anno fa il Comitato per il Parco Colline Moreniche, altre associazioni ambientaliste e personalità della cultura per «questa discutibile decisione della parrocchia».
DISCUTIBILE perchè? Perchè un ristorante attaccato a una Pieve dell'XI secolo, tra l'altro recentemente restaurata con fondi pubblici, sembra a molti una scelta infelice.
Ma è una scelta che sarebbe condivisa anche dalla Curia veronese, dove si è tenuto un incontro tra una delegazione di ambientalisti ed esponenti del mondo culturale e un alto prelato della Diocesi. Ma l'esito è stato negativo, nel senso che anche la Diocesi non è contraria al ristorante accanto a Sant'Emilano.
Al Comune, finora, non è stata presentata alcuna richiesta di licenza di ristorazione, ma i contatti tra parroco eed eventuali interessati sono avviati.
Tempo fa, invece, la Soprintendenza aveva bocciato una domanda della parrocchia per realizzare un sopralzo con copertura. E per quanto riguarda gli eventuali parcheggi al servizioo del ristorante, per effetto dei vincoli architettonici, storici e paesaggistici, non potranno mai essere realizzati.
IL SOPRINTENDENTE di Brescia, nei giorni scorsi, ha anche svolto un sopralluogo, impegnandosi a «seguire attentamente i progetti».
Tra l'altro, la convenzione a cui si appella don Negretto è quella firmata nel 2007 dalla passata giunta Allegri in cui si dispone, pur con restrizioni, «di realizzare la casa del custode, locali per attività culturali e un punto ristoro». Ma da questo a un locale ristorante ce ne passa. Perché anche il Monastero francescano di Assisi ha un punto-ristoro, è vero, ma si trova in locali sotterraneo ed è ben mimetizzato.
Da ricordare, inoltre, che Regione e Comune hanno stanziato negli anni scorsi 450 mila euro per le opere di restauro della pieve e degli adiacenti fabbricati. Lo scopo di quelle spese era ovviamente la conservazione di un patrimonio storico e artistico.
Cosa ne pensi? Commenta e vota il sondaggio su www.bresciaoggi.it nella sezione "Città e paesi"

Maurizio Toscano




commenti - 6

  • 01
pagine
2
di
15
pagine
2
di
15
  • 01

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.
PUBBLICITA'