martedì, 22 maggio 2012

Provincia da salvare

CAMBIA:

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A Bedizzole dovrebbe sorgere un impianto di trattamento dei reflui degli allevamenti avicoli, tu cosa ne pensi?

  • Il gassificatore di polline non deve essere realizzato: è un ulteriore scempio al territorio
  • Si tratta di un'opera sicura: da qualche parte devono pur farla. Sono d'accordo

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Padenghe: sei d'accordo con l'intenzione del parroco di realizzare un ristorante accanto alla Pieve di S. Emiliano, suggestiva chiesa del XI secolo?

  • Si
  • No

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C'è una "Provincia da salvare": secondo te quali sono le maggiori minacce ambientali che incombono sul nostro territorio?

  • L'eccessiva cementificazione del nostro territorio.
  • L'inquinamento e la qualità dell'aria sempre più scadente.
  • La presenza di troppe cave e discariche.
  • Poca attenzione istituzionale alla salvaguardia delle aree di pregio.
  • La scarsa educazione ambientale dei bresciani.

MANDACI COSI' LE TUE SEGNALAZIONI

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Una discarica abusiva, uno scempio urbanistico, una roggia inquinata, ordinari scorci di degrado. Mandaci le tue segnalazioni: invia una foto, completa delle indicazioni sulla località in cui è stata scattata agli indirizzi di posta elettronica:
provinciaweb@bresciaoggi.it 
provincia@bresciaoggi.it.
Aspettiamo il tuo contributo.

Il Gobbia nel mirino: l'assedio dei veleni a Lumezzane

LUMEZZANE. L'ennesimo sversamento illegale colpisce il torrente  

I dispositivi di controllo promessi non si vedono e così nei fine settimana qualcuno se ne approfitta
12/04/2011
Zoom Foto
Lumezzane: un altro avvelenamento del Gobbia

Passano gli anni ma le cattive abitudini restano. I lumezzanesi da decenni lamentano un Gobbia sempre più inquinato e poco controllato; ma gli scarichi illegali non si fermano.
L'ultimo episodio segnalato risale a sabato, e Nevio Polotti lo ha documentato con le foto che vediamo qui accanto: l'illecito è stato individuato in località «Cargne», verso la strada per la «Calora».
Lo scorso agosto, l'assessore all'Ambiente Andrea Capuzzi aveva ribadito che il Comune aveva stipulato un accordo con l'Arpa per controllare 24 ore su 24 il Gobbia con sensori distribuiti su tutto il corso: «Questo ci aiuterà a risalire a chi commette reati»; aveva spiegato.
Dopo otto mesi cosa è cambiato? «Assolutamente nulla - risponde Veronica Cavagna, che abita vicino al torrente -: devo continuare a tenere le finestre chiuse e, la sera dopo le otto e nei fine settimana l'aria è spesso irrespirabile e il corso d'acqua brilla di colori non certo naturali». Per ora, di dispositivi di controllo non se ne vedono. M.BEN.




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