martedì, 22 maggio 2012

Provincia da salvare

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A Bedizzole dovrebbe sorgere un impianto di trattamento dei reflui degli allevamenti avicoli, tu cosa ne pensi?

  • Il gassificatore di polline non deve essere realizzato: è un ulteriore scempio al territorio
  • Si tratta di un'opera sicura: da qualche parte devono pur farla. Sono d'accordo

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Padenghe: sei d'accordo con l'intenzione del parroco di realizzare un ristorante accanto alla Pieve di S. Emiliano, suggestiva chiesa del XI secolo?

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C'è una "Provincia da salvare": secondo te quali sono le maggiori minacce ambientali che incombono sul nostro territorio?

  • L'eccessiva cementificazione del nostro territorio.
  • L'inquinamento e la qualità dell'aria sempre più scadente.
  • La presenza di troppe cave e discariche.
  • Poca attenzione istituzionale alla salvaguardia delle aree di pregio.
  • La scarsa educazione ambientale dei bresciani.

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Una discarica abusiva, uno scempio urbanistico, una roggia inquinata, ordinari scorci di degrado. Mandaci le tue segnalazioni: invia una foto, completa delle indicazioni sulla località in cui è stata scattata agli indirizzi di posta elettronica:
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Bedizzole: il gassificatore in Regione Vota il sondaggio

02/06/2011
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La protesta contro il gassificatore

Il gassificatiore di Bedizzole sbarca in Regione e lo fa con la trasferta del Comitato salute e ambiente per incontrare i rapresentanti della sesta commissione regionale ambiente e protezione civile del Consiglio. «È stato un incontro proficuo - hanno detto il presidente del comitato Gianpietro Fogliazza e la sua vice Daniela Armanini - abbiamo esposto le criticità di un impianto che i bedizzolesi non vogliono». Ad accoglierli vi erano, tra gli altri, il presidente della commissione Giosuè Frosio con i consiglieri bresciani Margherita Peroni (Pdl), Francesco Patitucci (Idv), Gianbattista Ferrari (Pd), in commissione anche l'Udc Gianmarco Quadrini.
Il presidente del comitato ha ribadito i motivi per cui quel gassificatore non s'ha da fare. Sono noti i timori più volte messi in evidenza da chi si oppone all'impianto: il carattere sperimentale del gassificatore ubicato in un luogo tutt'altro che desolato, ma anche l'impatto ambientale, gli odori, i rischi per la salute, lo smaltimento delle ceneri, la possibilità che i promotori siano stati attirati più dai possibili contributi che da una reale necessità di realizzare l'impianto. Inoltre la struttura farebbe arrivare da lontano il 75 per cento di quanto verrebbe bruciato nel gassificatore, mentre il 25% sarebbe la quota relativa alle polline bedizzolesi. La contrarietà era stata espressa anche dal Consiglio Comunale di Bedizzole sia dall'intera maggioranza guidata dal sindaco Roberto Caccaro che dai rappresentanti delle minoranze dei gruppi della Lega Nord e del Centro Sinistra.
Il no al progetto aveva poi varcato i confini comunali e trovato preziosi alleati nei rappresentanti politici e non solo dei Comuni vicini. Innanzitutto il sindaco di Calvagese della Riviera, Ivana Palestri, ma anche gli assessori all'ambiente, in rappresentanza delle rispettive Amministrazioni, di Lonato e Padenghe. Tante le iniziative fatte dal Comitato che si è mosso con determinazione. Innanzitutto le seimila firme, un tesoretto corposo di manifestazione di volontà, che farebbe riflettere anche il più insensibile dei politici, non solo a livello locale, ma anche provinciale e regionale. Poi il gruppo anti inceneritore su Facebook, quindi gli striscioni sui cavalcavia. Ed ancora la manifestazione in Provincia ed ora l'audizione in Regione.
«I rappresentanti dei diversi gruppi politici - hanno detto i vertici del comitato - si sono dimostrati ben consci della situazione del basso Garda ed in particolare di Bedizzole, sul cui territorio grava la discarica di fluff della ditta Faeco, recentemente dissequestrata e quindi destinata a riprendere la sua attività». «La Regione Lombardia - conclude il Comitato - non ha potere decisionale, ma i finanziamenti vengono dalla Regione tramite bandi. Bisognerebbe ripensare alla questione della definizione di pollina, prima rifiuto, oggi biomassa».  Ora il nodo del gassificatore è in attesa della conferenza dei servizi che dovrebbe essere fissata a giorni in Provincia dopo le valutazioni espresse dalle parti nelle scorse settimana. Un passo determinante per pianificare le prossime mobilitazioni.




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