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Un rivolo di liquami avvelena l'affluente del fiume Gambara
FIESSE. L'Arpa interviene nel tardo pomeriggioRichiamati dagli odori sgradevoli i volontari hanno lanciato l'allarme
Ancora «veleni» scaricati abusivamente nei corsi d'acqua della Bassa. L'ennesimo episodio di inquinamento si è registrato ieri nella roggia Aigona in territorio di Fiesse. A scorgere una densa chiazza scura defluire lentamente dal canale sono stati nel primo pomeriggio i pensionati che frequentano la casetta che ospita l'associazione «Amici de la Gambera» in località Boschetto a pochi metri dal ponte sul fiume Gambara. A richiamare la loro attenzione sono stati i miasmi nauseabondi che si levavano dalla roggia. Osservando meglio si sono accorti della chiazza di colore marrone e schiumosa che stazionava proprio dove l'alveo disegna una curva ad angolo retto e costeggiando il fiume Gambara vi confluisce alcune centinaia di metri più valle all'altezza di un ponticello in metallo. Giovanni Brignani presidente degli «Amici de la Gambera» ha avvertito i carabinieri della stazione di Gambara, che giunti sul posto hanno allertato l'Arpa. I tecnici - che dopo la chiusura del distaccamento di Leno deciso dalla Regione - sono costretti a partire da Brescia, sono arrivati sul luogo dell'inquinameno solo nel tardo pomeriggio. Impossibile per loro a questo punto risalire al responsabile di quello che appare come uno sversamento di liquami. Nella roggia Aigona, che viene usata per l'irrigazione, non ci sono pesci, ma soltanto i gamberi rossi della Luisiana. La preoccupazione però è che la sostanza finisca con l'avvelenare la fauna ittica del Gambara già decimata l'anno scorso da un disastro ecologico senza precedenti.G.B.M.
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