martedì, 22 maggio 2012

Il camper

CAMBIA:

CARPENEDOLO "Non si vive male ma troppi aerei"

27/03/2009
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Il mercato di Carpenedolo

Viabilità, aerei molesti, sviluppo economico e immigrazione. Carpenedolo è un paese molto vivo, così il mercato locale affronta «la prova» del camper di Bresciaoggi senza peli sulla lingua soffermandosi ad analizzare ogni aspetto della vita cittadina. Le bancarelle carpenedolesi si snodano "caciarone" lungo una via periferica proprio nei pressi dell'isola ecologica. La propensione alla raccolta differenziata è un vanto per tutti: «Sono stata educata fin dalle elementari a separare i rifiuti, una volta che ci si fa l'abitudine diventa una cosa normalissima» spiega Lorenza Rotundo, studentessa di 25 anni. In effetti da queste parti la differenziata è cosa seria. Il 43,5 per cento della spazzatura viene raccolto separatamente con il porta a porta a giorni alterni, il resto viene poi raggruppato in un'isola ecologica efficiente e lodata da tutti. Come al solito però c'è chi desidera un servizio migliore: «Ci vorrebbero più cassonetti - afferma Marcello Esti, 40enne di professione bancario - e l'isola ecologica dovrebbe rimanere aperta più a lungo. Comunque il paese è ben amministrato e l'attenzione per questo tema così attuale ha dato buoni frutti». I maggiori problemi dei carpenedolesi sono dovuti alla viabilità terrestre e a quella aerea. Semafori e cantieri, tra le vie del paese e il trambusto delle aereomobili per aria rovinano la tranquillità di una cittadina altrimenti pacifica. «A me gli aerei non danno poi così fastidio, ma non ditelo al "dottore" che 'l ma copa» scherza una signora riferendosi al dottor Sergio Perini responsabile dell'associazione «Cambiarotta» impegnata dal 2001 contro la piaga «del ruomore aereo». Scherzi a parte il problema sembra veramente sentito dagli abitanti del paese: «di notte - aggiunge Rotundo - li vedi che puntano il campanile e sembra quasi che ti entrino in casa». Basterebbe poco per alleviare le notti dei cittadini di Carpenedolo: «dovrebbero deviarli sul Chiese» sentenzia Roberto Frigerio, pensionato di 57 anni. Avere l'aeroporto vicino a casa porta anche qualche vantaggio: «Ho speso trenta euro per andare a Napoli partendo a due passi da casa - afferma Picarda Alessandria, farmacista di 32 anni - evitando le spese del viaggio in auto per raggiungere altri aeroporti». Tra i problemi più sentiti anche le questioni legate all'immigrazione e alla sicurezza. «A Carpenedolo, tutto sommato si vive bene - spiega -. Certo non mancano i furti che tengono impegnati i carabinieri. Se penso che una volta si tenevano le porte sempre aperte…». La cittadina bassaiola, negli ultimi anni ha visto un corposo boom migratorio. I dati Istat (aggiornati al gennaio 2007) parlano di quasi 1700 stranieri residenti pari al 14 – 15 per cento della popolazione totale. Un fattore che crea qualche piccola tensione: «da quando ci sono gli extracomunitari - dice Frigerio -, in piazza dopo le dieci ci sono solo loro e i nostri giovani hanno paura di girare. Non sono razzista, so che c'è gente che lavora, ma gli italiani hanno perso i loro spazi». Ascoltando altri campanili si ha una visione più complessa della questione. «L'unica cosa che vedo – dice il signor Mario - è che ci sono sempre meno giovani carpenedolesi che lavorano in fabbrica e sempre meno ce ne saranno. Ma le fabbriche devono andare avanti. È vero il fatto che molti stranieri stanno in piazza durante le sere estive, ma bisogna anche dire che dopo le undici e mezza non si vede proprio nessuno in giro. Qui la gente non vive molto di notte, pensa prevalentemente al lavoro, la sera se ne sta a casa e va a letto presto. Comunque non parlerei di spazi rubati agli italiani, visto che sono proprio gli abitanti di Carpenedolo che hanno abbandonato le aree pubbliche». Rotundo specifica: «siamo un piccolo paese – dice – certe cose sono difficili da cambiare, ci vuole un po' di tempo». Tra i banchi del mercato di stranieri se ne vedono molti e di differenti etnie: sikh, africani, rumeni, maghrebini. Mario Marku, giovane apprendista meccanico di 16 anni, viene dalla Romania, vive qui da quattro anni e non sembra trovarsi male: «a mio avviso Carpenedolo è un buon posto - dice - mi trovo bene e non mi sento discriminato. Sto lavorando come meccanico saldatore in un'impresa del posto e mi trovo bene anche se il costo della vita è un po' troppo alto e costringe la mia famiglia a tirare un po' la cinghia». Se Carpenedolo è meta di immigrazione buona parte del merito va allo sviluppo industriale. «Siamo ai primi posti in provincia per quanto riguarda il boom di imprese artigiane - afferma Giulio Chiametti, 47 anni invalido civile (pensionato) -, per questa ragione richiama molti immigrati. In passato sono state fatte scelte sbagliate dal punto di vista economico investendo prevalentemente sul settore tessile e quindi su un'economia "mono colore". Oggi invece la produzione è diversificata e, anche dal punto di vista dei servizi il paese è molto migliorato». Il riferimento di Chiametti va alle rotatorie e ai cantieri che stanno cercando di porre rimedio alla difficile viabilità carpenedolese. «Mancano zone verdi - afferma Annalisa Ghirardi, mamma e commessa di 35 anni -, soprattutto in centro storico e poi ci vorrebbero più parcheggi e nuovi marciapiedi. Girando con il passeggino si notano di più i problemi della manutenzione stradale». C'è anche chi va oltre. «Ci sono alcune vie che sono diventate praticamente veri e propri parcheggi selvaggi – dice Frigerio -, la gente non è più abituata ad utilizzare la bici e si vede, è una questione di mentalità». Proteste per i cantieri giungono invece da Guglielmo Bertozzi, pensionato di 57 anni: «nella strada dove vivo hanno aggiunto il manto stradale nuovo senza togliere quello già esistente così, ogni volta che piove mi entra l'acqua in casa».

Francesco Apostoli




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