CARPENEDOLO Quelle rotte sulle case "Andremo dal giudice"
Non siamo contrari all'aeroporto di Montichiari, ma siamo consapevoli di vivere in uno stato in cui ci sono le leggi fatte per salvaguardare i diritti dei cittadini. Si tratta solo di trovare un punto di incontro». Dal 2001, il dottor Sergio Perini, si batte con altri membri dell'Associazione «Cambiarotta» per deviare il traffico aereo del D'Annunzio che passa a poche centinaia di metri dai tetti di Carpenedolo. Dal lunedì al venerdì, 13 aerei (prevalentemente cargo postali) atterrano tra mezzanotte e l'una passando a circa duecento metri dalle case. Gli stessi ripartono tra le due e le tre di notte, «in accelerazione e quindi fanno ancora più rumore - aggiunge Perini -. Basterebbe deviare di trenta gradi la manovra di avvicinamento degli apparecchi facendoli transitare sul Chiese anziché sul centro abitato». Le richieste sono già state avanzate (la prima è del 9 maggio 2006). Da due anni si attendono risposte da Enac (Ente nazionale per l'Aviazione civile) e da Enav (la società per azioni a cui lo Stato demanda il servizio del Controllo del Traffico Aereo). Passa il tempo e con esso gli aerei che transitano sul cielo di Carpenedolo. «Il problema – spiega Perini – è proprio l'assenza di risposte». Secondo i tecnici di «Cambiarotta» il passagio sul Chiese «sarebbe possibile». Enav e Enac potrebbero quindi modificare le mappe chiedendo l'autorizzazione di Bruxelles, ma fino ad ora nulla è stato fatto. Gli appelli del Comune cadono nel vuoto, le commissioni si riuniscono di rado, i rappresentanti di Enac ed Enav cambiano continuamente così «ogni volta, è necessario rispiegare da capo tutta la vicenda». Spostando le aviolinee (i sentieri dell'aria) si eliminerebbero i rumori fastidiosi e la caduta al suolo di nitrati di azoto, ossido di carbonio e kerosene provenienti dalle stesse aeromobili: «molti si lamentano perché trovano le verdure dell'orto ricoperte da uno strato oleoso» dice Perini. Tra le altre cose si eviterebbe anche un potenziale rischio di impatto: «gli aerei passano in linea d'aria sulle scuole elementari, sulle medie e sulla casa di riposo - sottolinea Perini -. Mettiamo in atto il principio di prevenzione del rischio, se non vogliamo andare a piangere in televisione. Basta volerlo». Così si moltiplicano le lettere di protesta. Tra i destinatari silenti, oltre ad Enac ed Enav, rientrano anche Ministero dei trasporti, Regione Lombardia e Arpa. «Se nessuno risponde saremo costretti a rivolgerci all'autorità giudiziaria» spiega Perini. La qualità della vita si abbassa, la gente dorme di meno e - secondo uno studio dell'Asl di Varese sui «vicini di casa» dell'hub di Malpensa - aumenta anche il consumo di ipnotici. «Ovviamente - specifica Perini -, non c'è paragone con Malpensa». La preoccupazione maggiore è legata però al Piano territoriale d'area che prevede uno sviluppo futuro dello scalo fino a 20 milioni di passeggeri all'anno oltre all'allungamento della pista per i cargo e l'acquisizione, nel 2025, della pista di Ghedi. Senza contare poi il rischio di «bird strike» (quando un volatile finisce nelle turbine degli aerei) fattore che costringe spesso gli aeroporti a dotarsi di uccelli rapaci di una certa grandezza per tenere lontano quelli più piccoli. Le discariche sul territorio di Montichiari fungono da «tavola calda» per molti uccelli tra cui anche i gabbiani dal Garda. «Quando sali con l'aereo vedi centinaia di uccelli intorno - conclude Perini -, un fattore di rischio non indifferente».
Francesco Apostoli
CARPENEDOLO
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