GHEDI "Spese per la sicurezza Non ci tiriamo indietro"
L’assunzione di due nuovi vigili, la videosorveglianza, accordi con le forze dell’ordine per affrontare il nodo sicurezza; accurata politica di contenimento delle tasse e delle tariffe comunali; realizzazione di un teatro e della nuova biblioteca; impegno diretto del primo cittadino per il ricollocamento lavorativo delle operaie della Tessival: questi i principali impegni dell’amministrazione comunale di Ghedi, approfonditi dal sindaco Anna Giulia Guarneri che risponde direttamente alle lamentele e alle preoccupazioni raccolte da «Bresciaoggi» nel mercato settimanale di giovedì. «HO NOTATO che il tema sicurezza è molto sentito – esordisce il sindaco – in effetti il problema del nostro territorio è lo spaccio di stupefacenti, che è nelle mani dei nordafricani. Ma vorrei ricordare che gli acquirenti non sono stranieri. A monte c’è sempre la regola della domanda e dell’offerta. Ad ogni modo non siamo stati con le mani in mano: recentemente abbiamo deciso l’assunzione di due nuovi agenti di Polizia locale, abbiamo realizzato il primo stralcio della videosorveglianza, ma abbiamo già messo in previsione il secondo per dare così la possibilità alle forze dell’ordine di avere uno strumento in più di controllo del territorio; abbiamo coordinato con carabinieri e polizia interventi mirati, per un importante lavoro di equipe. Adesso partiremo anche con il controllo delle residenze e l’affitto ai clandestini». SE SUL FRONTE sicurezza si sono concentrati gli sforzi recenti dell’amministrazione, quello del contenimento delle tasse e delle tariffe per i cittadini è stata una priorità messa in atto già dal 2004: «L’Ici non è mai stata toccata, non c’è l’addizionale Irpef, mentre abbiamo cercato di mantenere al minimo la tariffa acqua, la tassa sui rifiuti e i contributi per i servizi scolastici». La Guarneri vuole rispondere anche a quei giovani che hanno criticato la pochezza di iniziative culturali: «Ricordo che stiamo ristrutturando la ex scuola Arcioni dove verrà collocata la biblioteca e uno spazio espositivo e stiamo realizzando un teatro da 450 persone con spazi per la musica e quei grandi eventi di cui i giovani sentono la necessità». Anche se a Ghedi il lavoro non manca, il paese ha visto recentemente la chiusura dello storico cotonificio Tessival. Il primo cittadino rivendica il suo personale impegno in aiuto delle 115 lavoratrici messe in cassa integrazione. Dulcis in fundo il sindaco non rinuncia ad approfondire il tema più spinoso di Ghedi, quello riguardante i 40 ordigni atomici presenti nella base militare. «Un conto è la presenza dell’aerobase e dei suoi 1500 dipendenti, ben accetta dalla comunità visto che ha arricchito il tessuto sociale del paese e tanti militari hanno sposato delle ghedesi e qui hanno messo su famiglia. Ricordo anche che se non ci fosse stato l’aeroporto militare quel territorio sarebbe stato trasformato in una mega cava visto che è appoggiato su una distesa di ghiaia. Completamente diverso è il discorso delle atomiche: auspico che vengano smantellate il prima possibile. L’ho scritto anche ai ministeri di Difesa e Interno ma pare quasi che la faccenda travalichi le competenze del nostro Stato. Mi piacerebbe che anche altri enti ed istituzioni si prendano a cuore questa protesta».
Pietro Gorlani
GHEDI
Non ci tiriamo indietro"























