martedì, 22 maggio 2012

Il camper

CAMBIA:

TRAVAGLIATO "Quando piove servono gli stivali"

11/04/2009
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Il camper a Travagliato

Piazza Libertà o «piazza caduti»? Discariche o raccolta differenziata? Parchi o cementificazione? Sono molti i nodi che i cittadini di Travagliato dovranno affrontare nei prossimi anni, alcuni molto seri (riguardanti questioni di grande importanza come la tutela del territorio e la qualità della vita), altri, più faceti - ma non meno importanti - come la pavimentazione della piazza del mercato rimessa a posto qualche anno fa, ma già rovinata, teatro di numerose cadute tanto da essere ribattezzata «piazza caduti». Dopo un anno di battaglie e oltre 3700 firme raccolte contro la discarica (cava Bettoni) voluta dall’ex sindaco Paterlini, i cittadini travagliatesi sono costretti ad accogliere nel loro territorio un nuovo sito di stoccaggio per inerti (Ate 15, ndR). La signora Giovanna Malizia, casalinga, si dice «favorevole alla nuova discarica perché – dice - i rifiuti si dovranno pur mettere da qualche parte». Anche Giovanni Andrei, pensionato, afferma: «Se è una cosa che si deve fare la si accetta, ma che almeno venga controllata come si deve». C’è anche chi, come Graziella Scalvini, collaboratrice scolastica, si era schierata contro il sito di stoccaggio per inerti da 2 milioni di metri cubi ed ora si dice «per nulla soddisfatta. Tra discariche, tangenziali, Tav e Brebemi è a rischio buona parte della campagna attorno al nostro paese». SECONDO GLI AMBIENTALISTI si tratta di cattiva informazione: «La gente che si dice a favore della discarica è perché crede che gli inerti siano solo rocce di escavazione o residui di demolizioni – afferma Angelo Bersini di Legambiente -. Il termine inerti trae in inganno. Bisogna anche capire quanti e quali tipologie di materiale vengono inseriti tra gli inerti. In questa categoria rientrano anche gli scarti di fonderia e altro materiale che potrebbe destare serie preoccupazioni se non venisse gestito al meglio». Lo stoccaggio dei rifiuti fa sempre discutere, ma a tutti pare «doveroso riciclare – prosegue Scalvini -. Da un anno è stata introdotta la raccolta porta a porta e i risultati si vedono anche se si ci sono aspetti da migliorare. Dovrebbero ritirare l’umido più di due volte alla settimana, soprattutto d’estate». Stesso discorso per Francesca Orlandi, studentessa: «dovremmo puntare di più sulla differenziata e trovare un altro modo per inquinare meno. Sarebbe meglio per tutti – dice - forse bisognerebbe finanziare di più la ricerca. All’inizio anche a Travagliato con la differenziata c’è stata qualche difficoltà. Questione di abitudini, basta adattarsi ad una nuova mentalità e la separazione dei rifiuti viene naturale». «In futuro, per i rifiuti solidi urbani non ci sarà più bisogno di discariche – affermano gli ambientalisti -. Con l’adozione del «porta a porta», nel giro di un anno, Travagliato è passata dal 25 al 65 per cento di differenziata, «riducendo i costi di conferimento all’inceneritore di Brescia da 60 mila a 7 mila euro al mese». La sensazione diffusa è che il territorio travagliatese abbia già dato in termini di sfruttamento del suolo: oltre a cave e discariche passeranno da queste parti anche Brebemi, Tav e Cordamolle. Serve dunque una compensazione che molti individuano nel progetto del Plis (Parco locale di interesse sovracomunale) di 400 mila metri quadri (che include gli 84 ettari dell’Ate 14) in località Macogna. Tra le ipotesi c’è anche quella di realizzare un ippodromo all’interno del parco «in modo da perpetrare anche la tradizione equestre tanto cara ai travagliatesi». Problemi anche dal punto di vista della viabilità. Il futuro da queste parti si chiama Brebemi: «La vita di chi abita nelle vicinanze dell’autostrada o cambierà in peggio – afferma , Lucia Begni pensionata – per non parlare dell’aumento di autoveicoli in transito e quindi dell’inquinamento che la creazione di questa infrastruttura comporterà». ANCHE la circolazione interna è da rivedere: «manca una circonvallazione che permetta di bypassare il centro della città, a sua volta, penalizzato da troppi sensi unici» afferma Andrei. Alessandro Pasinelli, pensionato, pone invece il problema dei dissuasori. «Travagliato è circondata di dossi artificiali. Il nuovo codice della strada dice che i dissuasori sono vietati sulle vie di transito dei mezzi di soccorso. Vengono poi date le linee guida altezza per la realizzazione dei dossi: dai tre centimetri dove il limite è di 50 Km/h, ai 7 cm dove è vietato superare i 30 km/h. Mi chiedo perché vengano consentiti dossi superiori ai 7 cm che, in caso di emergenza, possono rendere difficile l’operato dei mezzi di soccorso». Ultimo – ma non meno importante – l’appunto sullo stato della piazza del mercato che quasi tutti gli intervistati segnalano come problema principale. Molti ormai «la chiamano Piazza Caduti. In comune c’è una pila alta così – afferma il signor Francesco - di segnalazioni di tutti quelli che cadono a causa della pessima pavimentazione voluta dal sindaco Paterlini. Quando piove ci vogliono gli stivali perché i tombini non spurgano e si formano enormi pozzanghere». E pensare – conclude la signora Marisa - «che una volta c’erano degli alberi enormi che facevano una gran bella ombra. Li hanno tolti perché dicevano che le radici avrebbero rovinato la pavimentazione». Forse era meglio lasciarli dov’erano. Nessun problema sotto il profilo della sicurezza. Ebe Cadei, studentessa, afferma «qui si vive tranquillamente. Durante l’anno vengono organizzati molti eventi e feste in piazza. Ce ne vorrebbero di più».
Francesco Apostoli 




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