martedì, 22 maggio 2012

Il camper

CAMBIA:

TRAVAGLIATO "L'area industriale? Spreco di territorio"

11/04/2009
Zoom Foto
Il camper a Travagliato

Discariche e cave, Brebemi, corda molle, Tav e nuove zone industriali in fase di progettazione. «Il territorio dell’ovest bresciano ha già dato». È la convinzione dei rappresentanti locali di Legambiente che fanno il punto sulla difficile situazione territoriale di un’area «di pregio agricolo a livello europeo che è stata deturpata nel corso degli anni e che adesso – dicono - avrebbe bisogno di un risarcimento dando vita al progetto Plis in località Macogna». Quattrocento ettari di parco sovracomunale per supplire allo sventramento di cave e discariche subito nel corso degli anni. Non sono bastati un anno di battaglie e circa 3700 firme ai cittadini di Travagliato per fermare il progetto di Cava Bettoni (una discarica di inerti da 2,1 milioni di mc). L’ultimo Consiglio comunale (nonostante la contrarietà dell’attuale amministrazione) ha suggellato il progetto ereditato dalla giunta Paterlini. I gestori verseranno nelle casse comunali 7 milioni in 10 anni. Il centro per disabili «Il Vomere» che si trova a 100 metri dalla futura discarica sarà costruito ex novo in via Lograto. Resta in sospeso il progetto di un altro sito di stoccaggio per l’amianto (proprio nelle vicinanze di cava Bettoni). C’è un’altra questione che tocca il Comune travagliatese. Si tratta di un progetto da 520 mila metri quadri (200 mila dei quali proprio nel Comune dei cavalli) per la creazione di una nuova zona industriale. Secondo Legambiente non ci sarebbero richieste di nuove aree, ma «servirebbe denaro per partecipare alla realizzazione della variante alla 235. L’opera dovrebbe essere a carico della Provincia – spiegano da Legambiente – che chiede però il 30% di contributo ai comuni. Ci vorrebbero 18 milioni di euro per realizzare sei chilometri di strada». Molte sono le perplessità: «C’è proprio bisogno di sprecare 520 mila mq di terreno agricolo a 4 chilometri dalla zona del futuro polo logistico di Azzano. Il rischio – concludono gli ambientalisti – è di vedere la cementificazione di un milione di metri quadrati di territorio». Se agli interventi citati aggiungiamo l’impatto di Brebemi, Tav e Corda molle la domanda (retorica?) è una sola: cosa resterà del territorio di Travagliato e dei comuni limitrofi nei prossimi anni?

F.AP.




PUBBLICITA'