martedì, 22 maggio 2012

Il camper

CAMBIA:

CALCINATO Discariche e rifiuti «Troppi sacrifici»

18/04/2009
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Il mercato di Calcinato

Tutela del territorio, rapporto tra comunità italiana e straniera, carenze nel trasporto pubblico verso le frazioni e il capoluogo, lamentele per le tassa sui rifiuti considerata «eccessiva» e la richiesta di introdurre al più presto la differenziata porta a porta. Sono solo alcuni dei temi toccati dai cittadini di Calcinato che, tra le bancarelle di un assolato mercato pasqualino, si dimostrano molto disponibili al confronto.
Al primo posto la questione migratoria. La percentuale di cittadini stranieri residenti tocca il 18 per cento. Il paese è indubbiamente cambiato negli ultimi anni. «Per quanto riguarda gli stranieri non bisogna fare generalizzazioni: posso dire che, come dappertutto, ci sono quelli bravi e quelli meno bravi» afferma Bruno Lecchi, pensionato, che chiede più rigore nei controlli: «Purtroppo i delinquenti che vengono beccati, escono dalla porta e rientrano dalla finestra». Per Gianni Egi, cuoco e proprietario di pizzeria, i maggiori problemi riguardano il calo degli incassi dovuto «alla crisi economica, all'elevato numero di sagre e feste che – a suo dire – ci portano via i clienti e ai 1200 euro all'anno di Tia (Tassa sull'igiene urbana ndR). Per il resto, ho un pizzaiolo egiziano molto bravo. Lavora per me da dieci anni. Sono tre fratelli, uno più bravo dell'altro».
Per Sandra Bulgarini, giovane mamma impiegata, «il maggiore o minore livello di integrazione dipende anche dalle singole nazionalità: alcuni si integrano di più. Magari – aggiunge – chi frequenta la chiesa e l'oratorio tende ad amalgamarsi più facilmente rispetto ad altri». Se nelle scuole calcinatesi si sta affacciando la terza generazione di studenti di origine straniera, ma c'è anche chi come Nabil El Amssi, operaio marocchino di 23enne, vive qui da ormai 16 anni: «Sono arrivato a Calcinato all'età di 7 anni, non ho mai avuto particolari problemi con gli italiani. Ognuno ha il proprio modo di vedere le cose, ma la sensazione è che a Calcinato si viva abbastanza bene. Ho molti amici italiani, conosciuti ai tempi della scuola e mantengo con loro un ottimo rapporto». Secondo Nabil il problema maggiore riguarda gli affitti giudicati «troppo alti. Mio padre è arrivato in Italia 20 anni fa, io vivo con la mia famiglia, stiamo cercando casa perché paghiamo un affitto di seicento euro al mese. Siamo in lista per l'assegnazione delle case popolari ma non abbiamo ancora avuto notizie».
ANCHE PER la signora Yolanda, di origine albanese, tutto sommato «si vive tranquillamente, conosco diverse famiglie italiane e andiamo decisamente d'accordo. Chi lavora e si guadagna la vita in maniera pulita e onesta non ha nulla da temere. Vivo qui da circa dieci anni e il vero problema è la mancanza di lavoro. Da qualche mese sono disoccupata, per ora tiriamo avanti con lo stipendio di mio marito, ma non basta».
Altro tema molto sentito riguarda le discariche, la gestione dei rifiuti e la tutela del territorio. «Calcinato ha dato troppo ricevendo in cambio ben poco – afferma Diego Saetti, lavoratore autonomo, da anni abbonato a Bresciaoggi -. Dopo tutti i siti di stoccaggio che hanno realizzato nel corso degli anni nel nostro comune e in quelli limitrofi, se qualcuno si permette di parlare ancora di discariche nel nostro comune, facciamo saltare in aria tutto» conclude sorridendo. «Basta con le discariche – sottolinea Lecchi -. Ci vorrebbe più educazione nella gestione dell'immondizia. In famiglia dividiamo i rifiuti ma molte persone devono ancora imparare. Possiedo un vivaio e poco tempo fa mi hanno scaricato davanti all'ingresso una cospicua quantità di sacchi di umido e scarti dei giardini invece di portarli, come fanno tutti, all'isola ecologica».
SUL PROBLEMA Tia e sulla necessità della raccolta porta a porta interviene anche Bulgarini che aggiunge: «90 euro all'anno per due persone mi sembra davvero tanto. Perché pagare tariffe così alte se abbiamo tutte queste discariche? I costi sono alti anche per chi abita in campagna e ha i cassonetti distanti da casa. In paese di contenitori non ne mancano anche se dovrebbero essere svuotati più spesso».
Immancabile classico di tutti i mercati toccati finora dal camper di Bresciaoggi, l'appunto sulla manutenzione delle strade «che sono piene di buche e andrebbero curate di più, soprattutto in località Gazzo» afferma Angela Stefani, casalinga. Dalle strade comunali ai collegamenti con Brescia, il passo è breve. Calcinato si trova quasi alle porte dell'hinterland e chiede maggiore attenzione al trasporto pubblico giudicato da tutti abbastanza carente: «manca il collegamento con le frazioni – dice Angelo Carella, pensionato - soprattutto con la stazione di Ponte San Marco dove tra le altre cose transitano pochi treni per il capoluogo. Ce ne sono due al mattino presto e uno intorno alle dieci di sera. Questo sistema costringe di fatto i pendolari a prendere l'auto». Un punto dolente da rivedere anche secondo Bulgarini: «se uno deve prendere il treno è costretto a raggiungere Ponte San Marco in auto perché manca anche un servizio di pullman che colleghi Calcinato con la stazione».
Per il resto – conclude Saetti - «Calcinato è un paese con la P maiuscola, abbiamo buoni servizi per portatori di handicap e anziani, una casa di riposo che è stratosferica. Forse servirebbero più occasioni di socializzazione perché, a parte la festa di Sant'Anna e quella dello sportivo, in giro c'è poca roba. Dovremmo vivere di più il paese. Montichiari ha una piazza molto viva, l'altra sera intorno alle 20.30 nella nostra piazza c'erano due persone. Mi sembra davvero troppo poco».


Francesco Apostoli




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