CALCINATO La storia è passata di qui
IL PAESE. Dallo scontro tra Serenissima e napoleonici al soggiorno di Vittorio Emanuele II alla vigilia di S. Martino e SolferinoLo sviluppo industriale favorito dall'energia dell'acqua, «ma ora siamo il triangolo delle discariche»
Il territorio di Calcinato, ultima meta settimanale del camper di Bresciaoggi, era abitato fin dall'età romana. Il suo nome compare per la prima volta in un documento dell'813 d.C. quando le monache bresciane di Santa Giulia acquistarono dei beni da queste parti.
Nel Medioevo, con l'affermarsi del Comune rurale, Calcinato si va configurando in tre nuclei urbani: il paese vero e proprio e le due frazioni di Calcinatello, e Ponte San Marco molto importante sia per il controllo delle vie di comunicazione sia perché proprio qui vengono ricavate le seriole Calcinata e Marina, indispensabili nei secoli per l'economia agricola prima e industriale poi. L'energia idraulica della Calcinata consentì infatti, nel corso del ‘700, la nascita dell'industria della seta.
Nel 1902 nasce a Ponte San Marco il cotonificio Schiannini a cui si sono affiancate col tempo numerose imprese di piccole e medie dimensioni. Calcinatello rimane ai margini dello sviluppo industriale: qui, gran parte delle risorse venne concentrata nella bonifica della grande campagna conclusa solo nel secondo dopoguerra. Come buona parte dei paesi della provincia anche Calcinato è stato teatro di alcuni grandi eventi della storia.
Nel 1797 a Ponte di San Marco, i sostenitori della Serenissima opposero un'accanita quanto inutile resistenza contro i rivoluzionari bresciani appoggiati dai francesi. Qui soggiornò anche Napoleone con le sue truppe alla vigilia della battaglia di Lonato, esempio seguito qualche decennio più tardi da Vittorio Emanuele II prima della battaglia di San Martino e Solferino.
Oggi Calcinato conta oltre 12mila abitanti (2209 stranieri) e fa parte (con Montichiari e Bedizzole) di quello che viene ormai ironicamente chiamato il «triangolo della monnezza». «In questa zona è concentrato il 30 per cento delle discariche della provincia» affermano i rappresentanti del Comitato Salute e Ambiente di Calcinato. Oltre alle discariche poste nei comuni limitrofi (Faeco di Bedizzole in primis) vanno segnalate le due discariche (gestite a suo tempo da Asm) già esaurite, riempite di rifiuti solidi urbani per un totale di 2 milioni e mezzo di metri cubi e quella della Gedit (rifiuti speciali non tossici attualmente in funzione) che ha ottenuto da poco il permesso per un ampliamento.
Ai siti di stoccaggio passati e presenti vanno ad aggiungersi anche due richieste (per il momento rigettate) per una discarica di rifiuti speciali-tossici da 300 mila metri cubi e un'altra di inerti per 3 milioni 600 mila metri cubi.
In attesa del passaggio della Tav e in vista della stesura del Piano di governo del territorio, l'appello lanciato dal Comitato è uno solo: «Rivediamo l'approccio ambientale a 360 gradi, tuteliamo la valle del Chiese e le colline moreniche. Chiediamo a questo proposito che il Pgt sia più contenitivo possibile». Ultimo richiamo sul fronte della gestione dei rifiuti: «l'amministrazione sta pensando di introdurre nei prossimi mesi la raccolta differenziata porta a porta, il problema va gestito in maniera più ampia, partendo dalla mentalità e dalle abitudini delle persone». Per informazioni: www.saluteambientecalcinato.eu.F.AP.
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