PONCARALE Tra hinterland e campi
Il fascino discreto di un colle in piena campagna; il profumo di un buon bicchiere di vino prodotto sul Monte Netto; il legame profondo tra gli abitanti storici che marca la precisa identità paesana, nonostante il boom demografico e di villette degli ultimi 20 anni. Ecco abbozzato il ritratto di Poncarale, comune alle porte di Brescia (dista solamente 10 chilometri) che è passato in due decenni da 3 mila ad oltre 5200 abitanti ma che non ha perso le sue tradizioni agricole, consolidando l'allevamento e rilanciando la viticoltura (circa 200 ettari). Insomma, stando a quanto hanno dichiarato gli stessi intervistati, a Poncarale si vive bene. Dà fastidio il traffico passante sulla sp 22 in centro al paese ma non è certo paragonabile alla situazione dei comuni confinanti come San Zeno o Bagnolo, quelli sì spezzati in due dal passaggio della sp 45, strada provinciale che Poncarale invece «sfrutta» solamente dal punto di vista commerciale e artigianale, visto che proprio lungo questa importante arteria viaria (che fortunatamente si trova fuori paese, dopo la frazione di Borgo Poncarale) sono state intelligentemente concentrate le attività produttive. Sempre ai confini della frazione in passato era stato aperto un ambito estrattivo per l'escavazione di sabbia e ghiaia, ma oggi Poncarale è sempre più conosciuto come tranquillo paese residenziale.
UN PO' DI STORIA. Il paese di Poncarale ha le sue origini nel medioevo, legato a quel castello feudale di cui sono visibili i resti e la rocca di fronte all'attuale chiesa dei santi Gervasio e Protasio. Difeso da mura e dal tradizionale fossato, il castello comunicava con il centro abitato per mezzo di un ponte carraio chiamato «pons caralis», dove è facilmente intuibile la genitorialità etimologica del nome «Poncarale». Ad ogni modo la sua campagna era già sfruttata in epoca romana, quando dipendeva da un pagus con sede a Bagnolo Mella. Dopo le invasioni barbariche e secoli di abbandono attorno all'anno mille le terre diventarono proprietà del vescovo di Brescia che in seguito le affidò a storiche famiglie di nobili bresciani (si ricordano gli Avogadro, gli Emili, i Nassino, i Moro e i Calini). Il XV secolo è un periodo di spasmodici avvicendamenti in tutta Italia: in questa porzione di bassa bresciana si alternano le signorie dei Malatesta, dei Visconti, degli Scaligeri (Verona) e la Serenissima repubblica di Venezia. Poncarale passa dai Malatesta (faceva parte della quadra di Capriano-Mairano) a Venezia (fu istituita una nuova quadra con centro in Bagnolo e comprendente Dello, Quinzanello, Boldeniga, Corticelle, Capriano, Azzano, Movico, Pontegatello, Poncarale, Flero, San Zeno). L'economia del paese resta in prevalenza agraria. Verso la fine dell'Ottocento il sindaco Emanuele Bertazzoli, promuove una migliore organizzazione e sfruttamento del Monte Netto, di cui si era iniziata una intesa attività di bonifica (era in prevalenza bosco). Ecco che per volontà del primo cittadino vengono affidati ben 200 piò a diversi coltivatori diretti. Durante il fascismo (nel 1928) il comune di Poncarale viene fuso con quello di Flero. Solo nel 1956 Flero si ricostituirà comune autonomo.P.GORL.
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