martedì, 22 maggio 2012

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Il villaggio che divide: vota il sondaggio e commenta

29/06/2010
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Il centro di Manerbio

Il passato che bussa al futuro ma stavolta il paese si spacca. Da un lato il legittimo «pressing» dell'azienda che dopo aver ha presentato il progetto attende risposte rapide, dall'altro una levata di scudi sempre più diffusa e trasversale contro la maxi operazione immobiliare. Nel mezzo la Giunta di Manerbio chiamata a pronunciarsi sull'operazione di housing sociale, la «cittadella» operaia ispirata in chiave moderna, anzi ecologica, all'esperienza del villaggio del lanificio Marzotto degli anni Trenta. Un piccolo paese nel paese che «La Linea Verde» vorrebbe costruire nell'enclave di area agricola fra il sito produttivo di via Artigianale e il cimitero. I centoquaranta alloggi di varia tipologia sarebbero prevalentemente destinati ai dipendenti del gruppo leader nel settore agroalimentare della quarta gamma, il resto ad anziani, giovani coppie e persone socialmente svantaggiate.
La complessa dell'housing vincolato ai finanziamenti regionali si è interrotta praticamente ai preliminari: gli assessori della Lega hanno votato contro la delibera che affidava all'ufficio tecnico un mandato esplorativo per verificare la possibilità di abbattere le distanze della fascia di rispetto fra il camposanto e le case aziendali. La falsa partenza ha suscitato sorpresa e amarezza nei vertici del gruppo agroalimentare. «Come manerbiesi prima ancora che come imprenditori radicati nel tessuto della comunità locale ci ha deluso la pretestuosa e perentoria presa di posizione della Lega Nord che ha paventato il rischio che il complesso residenziale si trasformi in un ghetto fonte di problemi sociali e di ordine pubblico - ribadisce il presidente della holding Giuseppe Battagliola -: gli investimenti promossi in paese, per ultimo la costruzione di un capannone produttivo di 10 mila metri quadri hanno bisogno, specie in un periodo di crisi generale, di una fidelizzazione del capitale umano. Offrire una casa ai nostri dipendenti significa impedire la dispersione di un patrimonio professionale strategico per la nostra azienda e di riflesso per l'economia locale». «Dietro l'housing sociale - incalza l’amministratore delegato Domenico Battagliola -, non si nasconde un business ma solo il desiderio di contribuire alla soluzione del problema casa per i nostri addetti e per altre persone che diversamente farebbero fatica a comprare o affittare un alloggio. Il villaggio sarà lo specchio dell'immagine della nostra azienda: basta questa considerazione a dissipare i timori della Lega».
Se la situazione non si dovesse sbloccare rapidamente, i fratelli Battagliola, non escludono di presentare il progetto altrove, magari nella confinante Offlaga o Bergamo dove è aperto uno dei siti produttivi del gruppo che conta uno stabilimento anche a Salerno. «L'housing sociale è una grande opportunità per Manerbio alle prese da troppo tempo con un declino demografico, ci spiacerebbe dunque che il paese dove siamo nati e viviamo perdesse un'occasione di rilancio - avverte Domenico Battagliola -. La gente che andrà ad occupare gli alloggi garantirà un indotto al commercio e all'erario comunale, consentendo a Manerbio di recuperare il gap di crescita rispetto ai Comuni confinanti accumulato in questi anni. Il nostro, sarebbe tra l'altro il primo quartiere a emissioni zero, creato con le più moderne tecnologie in materia di risparmio energetico ed edilizia biocompatibile. Il complesso potrebbe sfruttare il calore prodotto dall'azienda ma per rendere efficiente ed economica un eventuale rete di teleriscaldamento le case devono essere vicine alla catena di produzione». Ma visto che l’housing sociale è esente da oneri di urbanizzazione, quali saranno i benefit dell'operazione per la collettività? «La Linea Verde» si impegna a versare nelle casse municipali mezzo milione di oneri di urbanizzazione (comunque dovuti) per l'ampliamento dell'azienda che avverrà in futuro oltre alla metà dell'ipotetico finanziamento regionale. L'azienda vorrebbero chiamare il nuovo complesso «Le ville della Linea Verde» con riferimento al rione costruito negli anni Trenta dalla Marzotto. Ma il passato che bussa al futuro per ora divide il paese.




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