martedì, 22 maggio 2012

Luoghi e sapori

CAMBIA:

Extravergine, patto a quattro per l'italiano di qualità

IL PROGETTO. Coinvolti i Consorzi Garda Dop, Riviera Ligure, Chianti Classico e Val di Mazara

01/02/2012

Un patto fra quattro grandi territori di produzione per rilanciare l'extravergine italiano di qualità: è il nuovo progetto di sinergia promozionale che vede coinvolto anche il Consorzio Garda Dop, unito con Riviera Ligure, Chianti Classico e Val di Mazara in un comune percorso di valorizzazione inaugurato lo scorso fine settimana nell'ambito dell'evento milanese «Olio Officina Food Festival».
I quattro enti, tutti affiliati ad Aicig (Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche), hanno deciso di unirsi per costruire una nuova immagine che, pur nel rispetto delle differenze e delle specificità di ciascuno, esalti la qualità complessiva di uno dei prodotti cardine della cultura alimentare mediterranea. «Mai come in questo caso si può dire che l'unione fa la forza - afferma il presidente del Garda Dop, il produttore di Polpenazze Andrea Bertazzi -. Mettere in sinergia le nostre risorse ci permetterà di varare iniziative e progetti di maggiore impatto rispetto a quelli che ciascuno di noi potrebbe condurre singolarmente. Del resto credo che solo i sistemi possano affermarsi e crescere in uno scenario difficile e aggressivo come quello attuale. Siamo convinti che associarsi non significa appiattirsi ma, al contrario, comunicare meglio, con professionalità e creatività, le qualità di ciascuno».
Coerenti con questa premessa, i quattro Consorzi si sono quindi presentati uniti sotto un'unica bandiera alla prima edizione dell'Officina milanese dedicata ai valori nutrizionali dell'extravergine: altre iniziative seguiranno nel 2012, per raccontare la storia di una riscoperta di valori, di prodotti e di sapori autentici che in questi tempi di crisi rappresenta uno dei desideri più spiccati dei consumatori.
«L'elemento che ci unisce è la convinzione che l'olio extra vergine di oliva Dop sia davvero un grande patrimonio italiano - conclude Bertazzi -. Per questo crediamo che la sua valorizzazione attraverso una comunicazione coerente, attenta e mirata possa essere benefica non solo per tutti coloro che lavorano nella nostra filiera, ma per il Paese nel suo insieme».




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