Sondaggio
Cosa pensi del "Sole delle Alpi" riprodotto su banchi e arredi della nuova scuola di Adro?
Adro, Lancini: "Sui Soli dimostratemi che ho sbagliato"
Il sindaco in tv promette che torneranno presto al loro posto
Oscar Lancini non si ferma, e promette che i «Soli delle Alpi» torneranno al loro posto. Anzi, il sindaco di Adro rilancia e promette un megalitico sole delle alpi da 7 metri di diametro al centro della rotonda di Torbiato. Fatto di bianco cemento Italcementi in grado di assorbire lo smog.
Ma conoscendo il carattere sanguigno dell'uomo, l'una e l'altra non sembrano grosse novità.
Le novità vere sono che nel 2007 il Comune franciacortino chiese alla Prefettura l'autorizzazione a intitolare una via a quel «Sole», e dopo le indagini di rito «l'autorizzazione venne». Che nello stesso anno sempre Lancini chiese alla Provincia (Giunta Cavalli, assessore ai Lavori pubblici Mauro Parolini, entrambi Pdl) a installare il «megalite» con il Sole sulla rotatoria, e pure quell'autorizzazione venne.
Ora, luogo pubblico è una strada, luogo pubblico è una scuola, ragiona Lancini: i 700 simboli stanno bene anche nel polo scolastico intitolato a Gianfranco Miglio. E il sindaco promette che lì torneranno.
IL RAGIONAMENTO sembra non fare una grinza. Ma è pur vero che i «Soli» della discordia compaiono in ogni manifesto e su ogni scheda elettorale della Lega Nord, e questo neanche lui può negarlo. Con il che gli ingredienti tornano tutti, e il «RetroGusto» della puntata di ieri sera su Brescia Punto Tv vira al sapore di pepe.
Torna in ballo il ruolo nella vicenda del prefetto Narcisa Brassesco Pace, la questione dei simboli di partito nelle scuole, la legittimità delle scelte della Giunta di Adro, e pure le responsabilità di tutti i media locali che avrebbero taciuto le virtuose meraviglie di quel polo scolastico tra i più belli d'Italia per concentrarsi su una querelle «degna di miglior causa», a sentire Oscar Lancini.
Come si sa, il sindaco di Adro è il tipo di persona che le cose non le manda a dire. E nel dibattito su Brescia Punto Tv ci sono gli ingredienti, e pure le persone giuste.
AL TAVOLO di «RetroGusto» officiato da Marco Bencivenga insieme al sindaco siedono il deputato Pd Pierangelo Ferrari e l'assessore provinciale alla Pi Aristide Peli, che avrebbe dovuto aprire la discussione conviviale anche ai problemi (non pochi e non da poco) della scuola bresciana.
Ma quando ci sono di mezzo i «Soli» il resto finisce in disparte. Le questioni, peraltro, sono sempre le stesse. Sono o non sono quei «Soli» un simbolo di partito, e nelle fattispecie della Lega Nord?
Lancini nega, Ferrari ne è convinto, Peli azzarda che se il sindaco non avesse esagerato a metterli dappertutto non sarebbe successo tutto quel putiferio.
Sono o non sono quei «Soli» una sorta di marchio del territorio nostrano? Lancini lo sostiene, Ferrari dice che da almeno 10 mila anni sono in ogni angolo del mondo, a Cuzco, in India, e persino a Lucera in quel di Lecce. Che stiano pure ad Adro e Torbiato è normale.
Ma ciò non toglie che siano un «marchio registrato» della Lega, benedetto dal vertice leghista sui banchi e sugli zerbini di Adro al momento dell'inaugurazione.
E l'assessore Peli, quasi a sottoscriverlo propone di «far piazza pulita di tutti i simboli partitici dalla scuole, comprese le bandiere arcobaleno della Pace».
Lancini, però, gioca la carta della trasparenza procedurale e dell'applicazione di una delibera di Giunta mai contestata e invalidata. E si dice pronto a rispondere di persona se avrà violato la legge. Ma «quale legge?», chiede. Degli edifici scolastici sono responsabili i comuni, e con la riforma del Titolo V è scomparsa la subordinazione degli enti.
In sostanza, Lancini si sarebbe incuneato in una sorta di vuoto legislativo lasciato da un federalismo incompiuto. Ferrari, però, contesta. E precisa che la riforma del Titolo V «non ha modificato le prerogative del Prefetto», che dunque «era tenuto a intervenire, non a mediare».
ALLA FINE, Lancini promette di andare avanti, e Ferrari di non dargli tregua. I "soli delle alpi" dividono. A unire, però, ci sono le castagne che dominano il menu dello chef Valerio Angelino Catella di Castalimenti. Quelle sì, sono un incontestabile pilastro della tradizione bresciana.
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commenti - 23
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2 pepito61 29/10/2010 21:36 1 commenti
sostenere che quello di Adro non sia un simbolo politico, è una presa per i fondelli, usando un eufemismo. Sostenere poi, che questo simbolo faccia parte della nostra tradizione, è un insulto all'intelligenza. I simboli della scuola di Adro sono nati il giorno in cui sono stati depositati i simboli politici della lega. pep61
3 gianmarco_bs 28/10/2010 14:18 198 commenti
Caro Lancio 37, tutti sognano la poltrona, anche il più meschino dei politici della sinistra e della destra. La sogno anch'io, ma non me la vogliono dare per non farmi soldi a palate e perchè ho il cervello malescio!
4 gianmarco_bs 28/10/2010 14:15 198 commenti
Commenti antileghisti creati per sfizio! O, forse, da questi commenti certuni sono soggetti a una malattia chiamata atarassia, cioè imperturbabilità dell’animo? Il “solettino delle Alpi” che se ne vedono ovunque come pegno storico (non come simbolo politico) è un disegnino oramai sconsacrato da molti a partire proprio da Adro! Che cos’è questa foia del massacro simbolico laddove è importante che dentro le aule scolastiche del polo “G. Miglio” (scomodiamo pure lui, adesso?) si studiano materie da sempre? Suvvia, gente! Non vedo provvedimenti esiziali contro una bandiera del PCI in un asilo di Livorno, ma con la vicenda di Adro si crea addirittura un putsch contro Lancini! Ma compratevi un plum cake in pasticceria e fate festa a casa vostra!
5 lancio37 26/10/2010 00:04 11 commenti
Credo che il sig. Lancini si stia preparando una comoda poltrona in provincia... La lega denunciava chi si attaccava alla poltrona ed ora fa lo stesso. Lo ha fatto anche a BG... Tra l'altro tutti con qualche "procedura" in atto...
6 sebo2307 22/10/2010 11:38 9 commenti
gianchi : i commenti arrivano da una sola parte forse perchè dall'altra sono tutte " trote " incapaci di scrivere due righe in italiano decente, figurarsi poi in in dialetto " padano " !
7 mancini_bs 19/10/2010 13:32 15 commenti
@gianchi: i commenti arrivano solo da una parte perchè dall'altra si vergognano di dire ciò che pensano e cioè che sono d'accordo con Lancini.
8 spark70 12/10/2010 16:26 152 commenti
finalmente........questo credeva di essere nella repubblica di adro....dimettiti
9 tafanus 12/10/2010 13:26 4 commenti
@ Gianchi2: il tuo commento è la dimostrazione che i commenti NON arrivano "tutti da una parte". Un'altra risposta, se riesci a comptere lo sforzo di pensare, la trovui sul sondaggio condotto da BresciaOggi: solo il 16% dei lettori approva la posizione del sindaco Lancini, mentre l'84% è contrario. Questa storia sta facendo ridere l'Italia, a prescindere dal colore politico. E' una storia si (stra)ordinaria rozzezza opolitica. E non c'entra essere di sinistra o di destra. Basta avere un minimo di alfabetizzazione istituzionale per capire che una scuola pubblica deve essere assolutamente priva di simboli di partito.
10 tafanus 12/10/2010 13:22 4 commenti
Il Prefetto "auspica"??? Ma il prefetto non è su quella poltrona per "auspicare"!!! Il Prefetto è in quel posto, con quello stipendiuccio, per fare osservare le leggi dello Stato, non per "auspicare". Possiamo auspicare anche noi, ma lo facciamo "a gratis"! Firmate il nostro esposto-denuncia alla Procura di Brescia, per l'incriminazione di eventuali personaggi che si stiano macchiando del reato di omissione di atti d'ufficio, a questo indirizzo: http://www.tafanus.it Gtazie
11 tafanus 12/10/2010 13:14 4 commenti
Si lavora alla "rimozione"? Attenzione, siamo al bidone: alla "Sòla delle Alpi". Non c'è alcuna "rimozione". Gli zerbini saranno "arrotolati". i Soli sui banchi coperti da adesivi, che è un gioco da bambini rimuovere. Sul resto si "studiano soluzioni". E mentre si "studiano soluzioni", ho inviato alla Procura di Brescia un esposto-denuncia, per omissione di atti d'ufficio, a carico del Sindaco di Adro, del Provveditore agli studi, e del Prefetto di Brescia. Sull'esposto ho chiesto l'adesione dei cittadini, e in 24 ore ho avuto oltre 220 adesioni. Chiedo la collaborazione dei lettori democratici di Brescia, affinchè firmino l'esosto, e diffondano l'iniziativa. Trovate sia la storia che il link per firmare sul sito "Tafanus", all'indirizzo http://www.tafanus.it. Grazie a tutti
12 FLASH_bs 06/10/2010 00:19 1 commenti
Il sindaco leghista Oscar Lancini ha detto che ci vorranno 30.000 euro per togliere i simboli da Adro. Mi è venuta in mente una domanda, allora ci sono voluti soldi per affiggere questi simboli, chi ha pagato per fare questo lavoro? I cittadini di Adro? Il sindaco con i soldi della lega? Il sindaco con i suoi soldi? Il sindaco con i soldi del comune? Non vedo perchè dovrebbe essere il Ministero a pagare. Non si dice che chi sbaglia paga......
13 mancini_bs 05/10/2010 17:30 15 commenti
Chi paga? Il signor Lancini e i componenti del consiglio comunale.
14 gianchi2 04/10/2010 17:08 58 commenti
chissà come mai i commenti arrivano da una sola campana. sono tutti bla bla
15 alpamayo 01/10/2010 14:06 1 commenti
se il sindaco oscar lancini toglie i simboli citati che servono solo a creare zizzannia e attriti tra la gente e i cittadini di adro dimostrerebbe un po' di saggezza , cosi disonora solo il paese e tutti i suoi cittadini a che fine poi?
16 aderr09 24/09/2010 16:03 53 commenti
A tutti gli adrensi di buon senso: ribellatevi a questo scriteriato perchè qui sta saltando l'abc di una civile convivenza. Avanti così e in Italia scoppia la guerra civile.
17 NICK_bs 23/09/2010 14:10 5 commenti
Settecentocinquanta euro a zerbino ? Ma quanto vi costa quel fiorellino verde!!!! Cittadini di Adro, mandatelo a casa! Nick
18 demasi 23/09/2010 13:54 1 commenti
E' vero è la Lega che deve sindacare personaggi come il sindaco di Adro, l'ex sindaco di Rovato, Borghezio, ecc. ecc.; anch'io posso dire che non tutti i leghisti sono così; è che poi la gente senza cervello li vota ugualmente senza riflettere ma solo perché "tifano" Lega e il tifo non è razionale. L.D.
19 filippofilippini 21/09/2010 17:02 3 commenti
Ma quale Sole delle Alpi... siamo in presenza di un Sòla delle Prealpi!
20 madigan 17/09/2010 08:38 1 commenti
Fantastico. Il sole che ride come simbolo atavico delle valli celtiche. Meraviglioso. Chissà perché però questo celtismo viene bellamente ignorato quando si tratti, che ne so, di preservare un’area protetta anziché costruirci sopra un capannone (a proposito: sarà pure funzionale sta scuola, ma ragazzi, “bella” toglietelo dal sondaggio: è una pseudoferriera. Il bello andrebbe visto anche da fuori, non solo fruito da chi stia dentro un edificio), di istituire un parco anziché di farci passare in mezzo una strada, di favorire il silenzio e la tranquillità nei nostri paesi anziché di aprirci locali di impasticcamento pubblico (templi neoceltici, immagino) che nulla hanno a che fare con le radici dei paesi medesimi. Chissà perché di fronte a tutto ciò i celti , con i loro villaggi schivi e tranquilli, a contatto quotidiano con la natura e tutto l’armamentario sentito e risentito su quel popolo (su quei popoli, meglio) cedono il passo alla smania costruttiva ed espansionistica (anche nel senso di espansione del portafogli) assai più “Romana” che altro. Ma in fondo vivalalegaechissenefrega, no? Un’avvertenza a chi, la prossima volta, volesse costruire, magari in qualche borgo tedesco, un bella scuola dell’Infanzia fregiata di un migliaio di svastiche: notoriamente la svastica (magari un po’ girata rispetto a quelle che simpaticamente campeggiavano in certi raduni di buontemponi a metà del XX secolo) è un simbolo di origini indoeuropee attinente al sole nascente ed alla rinascita. A nessuno venga in mente quindi che girare oggi con una svastica tatuata sul braccio sia un voler richiamare il nazismo. A meno che di tacciare di prenazismo quel nazista (per l’appunto) di Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II, che portava un piviale colmo di quell’ameno simbolo. Insomma, un po’ di elasticità e di richiamo alle origini, che diamine. Ma solo quando fa comodo, è chiaro.
21 cumpustela 16/09/2010 22:53 3 commenti
Secondo me la scelta estetica ha dei grossi problemi anche di buongusto, ma voglio provare a credere al sindaco di Adro. Siccome afferma che la presenza di quel simbolo è antica e nella storia di Adro in quanto presente su alcuni palazzi storici del comune, avrà certamente fatto fare una ricerca approfondita sulla volontà di chi dei committenti di voler comprovare l’asserita origine celtica degli abitanti di allora, i nobili di quel periodo, gli unici ad aver lasciato qualche segno evidente della loro storia. Per quel che ne so quelle famiglie blasonate erano più avvezze a lasciare ai posteri lo stemma gentilizio di famiglia, ma forse non ne so abbastanza. Se non ci fosse alcuna documentazione e si trattasse solo dell’intuizione del sindaco, questo simbolo rimarrebbe solo una figura geometrica decorativa composta da cerchi sovrapposti che nel tempo e nei luoghi dove è apparso è stato di volta in volta definito, ad esempio, “rosa dei pastori”, “fiore a sei petali”, “rosa celtica” e nel medioevo “rosa carolingia”. Ma questo motivo decorativo lo si può trovare in tutto il mondo: Cina, Egitto, Giappone, Israele, India, Norvegia, Armenia, Austria, Spagna, Perù, Maessico e via dicendo. A Clusone è inciso perfino sulla tomba del legionario Publio Marcio. In Puglia è motivo ricorrente nei monumenti funerari della Civiltà Dauna. Negli agli anni novanta il biellese Gilberto Oneto, amico personale e collaboratore di Gianfranco Miglio, l’ha denominata “sole delle alpi”, o “fiore delle alpi” e venne assunto come simbolo leghista della cosiddetta Padania. Il sospetto che si tratti solo dell’apposizione di un marchio di tipo ideologico - partitico è forte. Vorrei tanto che il sindaco presentasse i documenti di questa ricerca storica a conferma delle sue affermazioni circa la volontà degli Addensi di allora. Se no è solo nascondersi dietro ad un dito.
22 adansembourg 16/09/2010 16:31 1 commenti
Secondo me è la Lega che deve prendere le distanze da Lancini, non tutti gli amministratori del Carroccio sono dei megalomani, e farebbero bene a rimetterlo in riga... A Corte Franca abbiamo avuto Pelli che non ha mai fatto delle cose del genere. Va bene che la Lega va fiera del celodurismo, ma qui temo che si stia mettendo i bastoni fra la ruote da sola...
23 D.VEZZOLI 16/09/2010 16:17 1 commenti
Sono una cittadina di Adro e voglio esprimere la mia rabbia per quello che è successo nel paese dove risiedo. Paese che fino a poco tempo fa consideravo il “Mio paese” ma che ora considero solo il luogo dove abito e dove cerco di vivere il meno possibile, fortunatamente non lavoro ad Adro e quindi passo circa ¾ del tempo fuori da questa “verde” terra. Sono dispiaciuta dal fatto che una delle mie figlie frequenta questa scuola e dovrà frequentarla ancora per tre anni. Considero il sindaco eletto dal 61,2% dei cittadini di Adro un megalomane con qualche... problema, così come considero tali tutti i componenti dell’amministrazione comunale. Ritengo sia decisamente corretto dire che le giustificazioni del sindaco sul “sole delle alpi” sia un’offesa all’intelligenza dei cittadini, ma allora come posso considerare tutti quei cittadini che lo appoggiano e credono in quello che dice? Mi piacerebbe dire agli abitanti di Adro che attribuiscono a questo simbolo un significato storico se quando hanno votato non hanno notato che nel mettere la croce sul simbolo della lega nord questo sole appariva nel logo del partito…...... ????????????? Non pensavo che la gente fosse così stupida......... Ma perchè ad Adro succede tutto questo?????????????
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1 cavalcare 04/11/2010 11:10 17 commenti
Bisognerebbe dire al dott prof illustre avv ocato e cc sig Lancini di decorare casa sua con i soli visto che le piacciono