Cottinelli: «Il nodo? Le espulsioni non funzionano»
L'INTERVISTA. La reazione del sindaco ai tragici fatti di venerdì notte: «Ci costituiremo parte civile nel processo. Siamo in stretto contatto con le famglie»«Modifiche normative urgenti Un tavolo con gli altri Comuni»
Arrivato lunedì pomeriggio dall'India Andrea Cottinelli, sindaco di Rovato,ha seguito nei giorni scorsi il terribile episodio di aggressione ai danni di una coppia in costante contatto telefonico con Francesco Corbetta, assessore alla Sicurezza. Il primo cittadino si è recato ieri in prefettura a Brescia. «I numeri sono confortanti, ci sono oggettive riduzioni dei reati ma la gente non vede così la sua sicurezza - ha dichiarato all'uscita -. Lo sforzo e i risultati dell'impegno delle forze dell'ordine c'è, ma è inutile se non vengono rese più efficaci le leggi una volta che i criminali sono stati presi. Perciò, con gli altri Comuni a noi vicini vorrei aprire un tavolo per portare all'attenzione del Parlamento alcune modifiche normative urgenti e necessarie».
Sindaco, parteciperà alla fiaccolata di questa sera?
«Ci sarà certamente l'amministrazione: desideriamo esprimere così tutta la solidarietà con le vittime»
Cosa pensa di quanto è successo?
«E' stato un episodio drammatico per i due ragazzi, per le loro famiglie e per tutta la popolazione, che si è sentita coinvolta direttamente».
Come è andato l'incontro con il prefetto?
«Bene. Sua Eccellenza ha voluto dimostrare tutta la vicinanza alle vittime e alla nostra comunità e ha voluto concretamente garantire la presenza delle forza dell'ordine».
C'è un problema sicurezza a Rovato?
«C'è un problema sicurezza in tutta Italia, in particolare nel Nord, legato all'aumento di persone che non hanno nulla da perdere. Questo è anche dovuto alla crisi economica ma riguarda comunque persone predisposte a delinquere».
Quanto è successo ai due ragazzi si poteva in qualche modo evitare?
«Il delinquente era già stato sanzionato due volte dalla polizia locale di Rovato nel 2006 e nel 2007 per guida senza patente e possesso di droga. In tutti e due i casi il permesso di soggiorno gli è stato rinnovato dalle autorità competenti, perché così vuole la legge sull'immigrazione. Se questa legge fosse più rigorosa e se funzionassero davvero le espulsioni questa ed altre situazioni forse si potrebbero evitare».
Alessandro Conter e Pierluigi Toscani hanno chiesto le sue dimissioni accusandola di avere abbassato la guardia sull'immigrazione clandestina: che ne dice?
«In questi anni ho potenziato la Polizia Locale, da 10 a 16 persone, coprendo 18 ore al giorno (prima erano 12), e includendo le domeniche, prima escluse. Il comando carabinieri è passato da 9 a 12 militari e stiamo portando a Rovato il comando della Guardia di finanza con 100 militari. Siamo l'unico comune in provincia dotato di apparecchiature per il foto-segnalamento per il contrasto all'immigrazione clandestina, controlliamo 1.200 persone all'anno e 400 appartamenti. Questo è quello che posso fare. Non posso cambiare le leggi del Parlamento e l'aggressore, residente a Cortefranca, ha regolare permesso di soggiorno, non è un clandestino».
Cosa intende fare l'amministrazione comunale per le vittime? «Siamo in stretto contatto con le famiglie per garantire loro il nostro concreto supporto su diversi bisogni che di volta in volta fanno emergere».
E nei confronti dell'aggressore?
«Ci costituiremo parte civile nel processo per ottenere il massimo della pena».
C'è un problema immigrazione clandestina a Rovato?
«Il problema che c'è a Rovato c'è nella stessa misura nelle altre città di dimensioni come la nostra. Il vero problema è che non funzionano le espulsioni perché lo stato non mette i soldi per i rimpatri e perché spesso i paesi di destinazione non riconoscono i loro cittadini. E' un problema che il Governo deve cercare di risolvere al più presto». G.C.C.
