Bertoli: «Immigrati, opportunità e non problema»
GLI IMPRENDITORI. Il vicepresidente Aib commentando la manifestazione di piazza Loggia parla di «iniziativa significativa per avere visibilità» e di «slogan azzeccato»La tesi: «In aiuto all'industria utili gli snellimenti burocratici»
«Un giorno senza di noi» evoca un'ipotesi. Ieri il tessuto produttivo bresciano non si è ovviamente fermato e non ci sono stati gli scenari raccontati in libri come il recente «Blacks Out» o in film quali «Un giorno senza messicani».
«Un'iniziativa significativa per avere visibilità, di sicuro uno slogan azzeccato - afferma Bruno Bertoli, 61 anni, vicepresidente per i rapporti sindacali in Associazione industriali -. Da parte nostra, come Aib, se c'è una cosa di cui siamo consci è proprio l'importanza degli immigrati, che non sono un problema, ma un'opportunità». I settori in cui sono impiegati sono il manifatturiero, l'agricoltura, l'edilizia e il turistico-alberghiero: «In rapporto al numero di addetti - ricorda Bertoli - Brescia è la provincia con il più alto numero di immigrati».
Bertoli non ha visto la manifestazione del mattino dei migranti in città, ma di definirla una «carnevalata» come invece ha fatto il vicesindaco Rolfi, proprio non se la sente, anzi. «Mi sembra un termine decisamente forte - osserva - darei senz'altro un'accezione un pò più positiva all'iniziativa».
ALLA «PROVOCAZIONE» del segretario della Cgil Fenaroli, secondo cui gli industriali avrebbero dovuto sostenere la manifestazione, l'esponente dell'Aib risponde invece in questo modo: «Allora in passato avremmo dovuto manifestare per i nostri immigrati che dal Sud venivano al Nord - osserva -. Al di là di questo, la nostra posizione a favore dell'inclusione sociale mi sembra evidente». Anzi, Bertoli ne approfitta per dire che se ci fosse qualche snellimento burocratico nelle pratiche di assunzione degli immigrati, gli industriali sarebbero solo contenti. Non solo, anche sulle quote d'ingresso ci sarebbe qualcosa da dire. «In ogni caso rileva l'esponente dell'Aib - a Brescia abbiamo recepito un fenomeno in dieci anni, cosa che in Francia è avvenuta in mezzo secolo. E, tutto sommato, non mi sembra che ci siano stati grandi problemi sul piano sociale». Bertoli respinge al mittente l'accusa secondo cui gli industriali dovrebbero sostenere di più gli oneri dell'accoglienza agli immigrati. E ricorda la legge Bossi Fini, in base alla quale il contratto di soggiorno per lavoro subordinato deve contenere la garanzia da parte del datore di lavoro di un alloggio dignitoso per il lavoratore. TH.BE.
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