Rolfi critico: una carnevalata
LE REAZIONI. Sindaco e vicesindaco hanno diffuso una nota congiunta per condannare sciopero e manifestazioneParoli: «Rattristato da un'iniziativa cavalcata dalla politica di sinistra» Il suo vice: «Altro che razzismo Dovrebbero dire grazie alla città»
Sono piuttosto netti e pesanti i toni che il sindaco Adriano Paroli e il vice Fabio Rolfi hanno voluto usare per commentare la manifestazione del mattino dei migranti inviando nel primo pomeriggio di ieri una nota alle redazioni degli organi di informazione dal titolo piuttosto inequivocabile: «Sciopero degli immigrati. Rolfi: una carnevalata che offende la città».
«SONO RATTRISTATO da una manifestazione cavalcata dalla politica di sinistra afferma il sindaco nella nota -. Ingiusta soprattutto nei confronti di Brescia e dei bresciani. Una protesta in cui ho sentito chiedere più diritti. Certo anche in questo c'è ancora da fare, ma è oggettivo che chi è giunto nel nostro paese, in particolar modo a Brescia, sta trovando servizi e risposte a misura d'uomo e un'accoglienza che dovrebbe portarli a ringraziare e non a pretendere». Ma se Paroli si è limitato a queste osservazioni, Rolfi ha fatto ricorso a toni decisamente più accesi.
«OGGI È ANDATO in scena il festival dell'ipocrisia - ha dichiarato l'esponente della Lega Nord -. In piazza Loggia abbiamo assistito alla sfilata degli immigrati con la tessera di partito e sindacato, quelli che vogliono la cittadinanza dopo pochi mesi per potere comandare a casa nostra e quindi non deve stupire, l'adesione di Cgil e Pd». Rolfi definisce l'iniziativa di ieri «un vero e proprio sciopero etnico, che la dice lunga sulla reale volontà d'integrazione di queste persone», aggiungendo che «è paradossale che queste persone scioperino contro presunti comportamenti razzisti proprio in una città dove ogni giorno possono beneficiare di tutto e di più, spesso a discapito degli italiani, che in quanto tali e in quanto contribuenti da più tempo, forse meriterebbero maggiore attenzione».
LA NOTA inviata da sindaco e vice sindaco ricorda che «oggi il Comune di Brescia spende 172.536 euro all'anno per progetti di mediazione linguistica, oltre il 40% degli alloggi di edilizia residenziale pubblica viene assegnato a famiglie straniere, mentre il 54% del fondo sociale affitti va agli stranieri così come il 62% dei contributi straordinari per i minori».
«Di fronte a questi dati a protestare dovrebbero essere gli italiani prosegue Rolfi -, a cominciare da quelli che convivono con i disagi dell'immigrazione, quali gli anziani costretti a vivere in palazzi pieni di stranieri che non rispettano nessuna regola, le giovani coppie che non riescono ad avere la casa pubblica perché sempre assegnate a stranieri, le vittime della delinquenza di strada che parla sempre più straniero».
«A fronte di questi dati c'è da chiedersi dove è la discriminazione degli immigrati conclude il vice sindaco leghista - dove è il razzismo, dove sta la segregazione quando invece sono gli stranieri i primi a promuovere manifestazioni che sanno di rivendicazione di tipo etnico».
LA CONCLUSIONE dell'intervento di Rolfi è altrettanto netta e tranchant, in linea con il suo j'accuse: «Piantiamola - scrive il vicesindaco della città - con questa storia del razzismo: l'immigrazione è un fenomeno che va gestito al fine di evitare che diventi dirompente e disgregante rispetto al tessuto sociale, come già è accaduto in alcuni quartieri della città e soprattutto sarebbe ora che questi novelli paladini dei diritti civili che sarebbero a loro negati ringraziassero la città per quanto fatto e sta facendo per garantire ogni tipo di servizio e assistenza agli immigrati, anziché lamentarsi, protestare e scioperare». TH.BE.
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