Stop anche tra i banchi E il personale scolastico si riunirà in assemblea
Domani la Cgil va allo sciopero generale, e nel comparto istruzione incrociano le braccia pure i Cobas della scuola, sia pure in modo autonomo. Insieme potranno creare qualche disagio, e delle classi potranno restare scoperte. Non che si preveda una grande adesione. Il segretario Flc-Cgil Pierpaolo Begni osserva che lo sciopero arriva a ridosso della stagione dei congressi e «il tempo per la preparazione è stato molto limitato». Domani, poi, la fermata generale sarà su lavoro, fisco e cittadinanza, che non sono temi specifici della scuola. E gli insegnanti hanno già scioperato l'11 dicembre scorso. Ad ogni modo, in agitazione sono pure i Cobas, che domani parteciperanno alla manifestazione nazionale di Roma, e le astensioni potrebbero diventare significative.
I DOCENTI, D'ALTRONDE, hanno diversi motivi per protestare. Begni elenca la qualità della didattica messa a rischio, la mancanza di fondi per le spese di funzionamento e per il pagamento dei supplenti, i problemi delle iscrizioni e dell'organizzazione didattica nelle superiori, l'assolvimento dell'obbligo a 16 anni con l'apprendistato.
E su questi temi gli insegnanti si stanno organizzando per conto proprio in comitati, sull'esempio del «Coordinamento genitori bresciani 23 febbraio» nato dalla Bettinzoli-Pascoli. Durante l'assemblea al Calini di sabato scorso una parte dei presenti ha deciso di unirsi ai genitori che nello stesso tempo manifestavano in piazza Mercato a difesa della scuola pubblica - spiega Begni -, e quelli rimasti hanno comunque sostenuto le ragioni dei genitori.
Ma hanno proposto pure un coordinamento del personale scolastico per studiare e proporre insieme a Flc-Cgil e Gilda «modi e metodi efficaci di lotta per far fronte alle problematiche che attraversa la scuola». Domani sera, dopo lo sciopero, si ritroveranno per la prima assemblea alla scuola Bettinzoli. E dal numero di adesioni si capirà il destino dell'iniziativa. MI.VA.
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