Pezzotta: «Un progetto moderato contro il bipolarismo muscolare»

A LENO. Il candidato presidente della Regione ha spiegato perché l'Udc qui corre da sola
Gianmarco Quadrini: «I problemi dei cittadini sempre più sullo sfondo del dibattito politico»
12/03/2010
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Il candidato Savino Pezzotta

Il decreto «salva liste»? «Un atto di arroganza». Formigoni? «In passato abbiamo lavorato bene insieme, ma ora è ora di cambiare». La Lombardia? «Dev'essere aperta, moderna ed europea». Questo in sintesi è il Pezzotta-pensiero, presentato ieri sera nell'incontro tenutosi nella la sala civica del Comune di Leno. Il candidato governatore dell'Udc punta tutto sull'economia, mai così in crisi come in questo periodo. Secondo i dati diffusi dall'Istat proprio ieri, il prodotto interno lordo italiano è calato nel 2009 del 5,1 per cento, segno che la crisi continua a mordere, e non sembra allentare la presa. Pezzotta punta il dito contro il governo Berlusconi, giudicato «inadeguato a guidare il Paese: negare la crisi è stato un errore imperdonabile, e le misure adottate si sono rivelate assolutamente insufficienti».
L'ex segretario nazionale della Cisl parla anche della scelta del suo partito di correre da solo in gran parte delle regioni italiane. «L'Udc sarà presente con una lista autonoma, con i propri candidati e i propri simboli, in più della metà delle Regioni chiamate al voto - ha sottolineato Pezzotta -, e le alleanze che abbiamo stretto sono funzionali al nostro progetto politico».
L'ESEMPIO CHE il candidato porta è il Piemonte, dove l'intesa con Mercedes Bresso ha permesso di inserire nel programma del presidente uscente - di centrosinistra - alcuni punti cari all'Udc, soprattutto per poter contrastare l'ascesa della Lega Nord. Savino Pezzotta si è scagliato proprio contro il partito di Bossi, reo di «alterare la politica italiana, di condizionarla seguendo arretrate politiche di emarginazione, dannose per l'intero Paese: se la Lega conquistasse il Nord, lo farebbe retrocedere sotto tutti i punti di vista».
Pezzotta presenta l'Unione di Centro come un'alternativa, soprattutto in un momento in cui lo scontro politico si fa sempre più aspro, come dimostrano i recenti scambi di accuse tra gli schieramenti nel corso dell'attuale campagna elettorale.
Anche Gianmarco Quadrini, candidato per un seggio alla Regione, è dello stesso avviso. Secondo Quadrini, «questa situazione va tutta a sfavore dei cittadini, che vedono i loro problemi sempre più sullo sfondo nel dibattito politico. La nostra missione è quella di ritrovare credibilità, parlando direttamente alla gente. Serve uno sforzo per ricucire i rapporti», ha affermato, rievocando i manifesti della campagna elettorale del partito - dove la bandiera italiana è ricucita dalle «mani» dell'Udc -, «altrimenti il nostro Paese non avrà più la forza per rialzarsi».
Savino Pezzotta ha voluto dire la sua anche sul «pasticcio» delle liste nel Lazio e sul successivo decreto del governo per far partecipare comunque gli esclusi: «È un provvedimento che mette in luce l'arroganza di questo governo, perché va tutto a vantaggio dell'attuale maggioranza», ha affermato. E ancora: «Non c'è stato nessun complotto, nessun "sopruso violento", come dice Berlusconi: la politica dovrebbe ammettere i propri errori. Nessuna prova di forza, ma buon senso e responsabilità: solamente così si può fare il bene del Paese».
PER DISTINGUERSI, in Lombardia il partito guidato da Casini si presenterà da solo. Il candidato governatore ammette che la manovra è azzardata, ma che dal 2008 tutte le sfide sono sempre state vinte. «Il bipolarismo muscolare tutto italiano deve cambiare - ha concluso Pezzotta -. Il populismo leghista e il giustizialismo di Di Pietro sono un peso per il nostro Paese. La via da seguire è quella moderata, e molti esponenti del Pd e del Pdl guardano con interesse al nostro progetto, che si inserisce, come recita il nostro slogan, fuori dai poli, ma dentro la realtà».
Manuel Venturi

Manuel Venturi