Orto: «Sono meticoloso e posso chiarire tutto»
Non vuole spendere molte parole su una vicenda che lo ha trascinato nell'occhio del ciclone. Non vuole neanche scomodare la politica, ma attenersi solo ai fatti e all'uso che ha fatto della carta di credito comunale nel suo ruolo di assessore. Nicola Orto appare amareggiato, ma non si dà per vinto. «Ho sempre cercato un atteggiamento trasparente e disponibile - dice -: devo semplicemente ripetere i chiarimenti che il mio partito mi ha chiesto e io ho dato».
Nella fattispecie, ha dato «tutta la rendicontazione per dimostrare che non ho approfittato dell'amministrazione pubblica, e la stessa documentazione sottoporrò ai revisori dei conti e al sindaco Adriano Paroli». Nelle carte che ieri ha prodotto assicura che «è specificato meglio perché sono andato il tal giorno in quel posto, con chi, per parlare di cosa, e se l'argomento è riconducibile al mio ruolo di assessore».
PARLA DELLA SUA abitudine a scrivere tutto, e dunque «non ho avuto nessuna difficoltà a ottemperare alle richieste dei revisori. Posso presentare relazioni dettagliate su tutto e poi mi rimetterò al loro giudizio, perché è giusto garantire che quanto si è speso sia riconducibile a un interesse pubblico e non privato».
E quasi riesce a vedere anche del positivo in una vicenda in cui non fa certo piacere trovarsi coinvolti. «Io sono stato chiamato a fare l'amministratore - dice - e questa può essere l'occasione per poter regolamentare meglio le modalità d'uso delle carte di credito. Finora era prassi che bastassero le fatture a giustificare le spese, ma se i revisori dicono che per ogni utilizzo della carta è necessario allegare un verbale che specifichi tutte le circostanze, per me non c'è nessun problema a farlo».
Il nodo è quello. Per il resto, la carta di credito è un mezzo di pagamento come un altro. Anzi «assicura anche più trasparenza». D'altronde, la delibera che ne permette l'utilizzo risale alla Giunta Corsini, e «se anche Paroli ha deciso di mantenerla - aggiunge il segretario cittadino dell'Udc Marco Zaninelli -, vuol dire che qualche motivo c'è». E se il sindaco decidesse di revocarla, «a noi va bene». Sui rapporti tra i partiti della coalizione l'assessore si limita a dire che «se la nostra posizione attiva dà fastidio, ce lo dicano. Ci dicano se si vuole mettere in discussione il buon rapporto di collaborazione che si è creato in questi mesi».MI.VA.
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