L'Udc: «Tiro al piccione? Non ci stiamo»
LA REPLICA. I centristi fanno quadrato intorno al loro assessore e chiedono al sindaco di convocare un tavolo per rinsaldare i legami tra le «anime» della maggioranzaLa difesa: «Troppa enfasi sulle spese degli assessori» Appello di Quadrini a Paroli: «Bisogna ripristinare il confronto periodico tra i partiti della coalizione»
Prima il Pdl, poi la Lega Nord. L'Udc vede il suo assessore Nicola Orto sotto il tiro incrociato della stessa maggioranza e non ci sta a fare la parte del piccione. La vicenda delle carte di credito rischia di «indebolire» la Giunta Paroli e la segreteria cittadina del partito di Casini chiede al sindaco di assumere l'iniziativa e convocare un tavolo di confronto per rinsaldare i legami tra i partiti della coalizione che governa la Loggia.
IERI MATTINA sia il capogruppo Andrea Bonetti che il segretario cittadino Marco Zaninelli e il candidato alle regionali Gianmarco Quadrini hanno annunciato che Orto (anche lui presente alla conferenza stampa) ha già fatto inoltrato alla ragioneria generale della Loggia e ai revisori dei conti i verbali di tutti i pranzi e le cene di rappresentanza sostenute con la carta di credito, «precisando il luogo, la data, le persone presenti e gli argomenti di cui si è parlato».
«Siamo per il rispetto delle regole - sottolinea Quadrini - e ci atteniamo con scrupolo alle richieste dei revisori dei conti, ora ci auguriamo che facciano la stessa cosa anche gli altri». Il segretario provinciale, autosospeso dall'incarico per la candidatura alle regionali, distingue nettamente tra «leggerezza e abuso» nell'uso delle carte di credito. E, se ammette la prima, esclude del tutto il secondo. Dunque, «si faccia chiarezza e se qualcuno ha responsabilità se le assuma - dice -, ma non si vada oltre la portata della vicenda perché non abbiamo nessuna intenzione di partecipare a una bagarre di sapore elettorale». E gli alleati che vogliono intendere, intendano.
Zaninelli, poi, precisa che secondo una prassi consolidata «la Ragioneria aveva necessità delle fatture e non delle relazioni giustificative delle spese, perciò le fatture si sono date». Ora i revisori hanno detto che non basta, ma «la segreteria di Orto ha mantenuto tutta la documentazione relativa alle spese - aggiunge - è stata presentata ed è in grado di dimostrare che tutte le spese sono avvenute per compiti istituzionali».
PER L'UDC SI TRATTAVA di ottemperare ad una richiesta di maggiore documentazione da parte dei revisori dei conti, e non doveva sconfinare oltre. «La questione è stata sollevata due mesi fa dall'opposizione ricostruisce Bonetti ma una settimana fa autorevoli esponenti della maggioranza hanno dato un'enfasi agli attacchi della minoranza, che ci ha lasciato sconcertati. Ora sembra che i bravi siano quelli che non hanno speso, e gli altri cattivi, ma noi possiamo dimostrare che Orto è stato semplicemente più attivo nei suoi compiti istituzionali, e che questa è tutta una montatura politica a fini elettorali».
E al capogruppo della Lega Nord Nicola Gallizioli replica che «se si dice dispiaciuto di dover fare gli straordinari per difendere gli assessori, è meglio che non lo faccia».
Ma se il gioco è a mettere sulla graticola questo o quell'assessore, «si tratta di un gioco abbastanza pericoloso avverte Quadrini -, che rischia di rendere più fragile la maggioranza e perciò richiede un intervento del sindaco Paroli di cui apprezziamo la prudenza dimostrata in questo caso». E poi, «riportiamo il caso alla giusta dimensione aggiunge -, parliamo di 50 mila euro spesi in due anni da 11 assessori, che fa una media di 200 euro mensili a testa».
E sempre con l'occhio agli alleati, ripete che «non c'era bisogno di tutta questa montatura da cui si cerca di ricavare un utile elettorale rischiando di gettare discredito sulla Giunta. Ci sono gli uffici preposti a controllare, e potevano verificare com'è giusto che sia».
LA PREOCCUPAZIONE principale, insomma, resta il tiro incrociato sull'assessore Udc da parte degli stessi alleati. Per questo Quadrini sottolinea il «bisogno di capire se la coalizione mantiene intatta la sua forza», e chiede al sindaco Paroli di far chiarezza e verificare se quella forza c'è ancora. «Il confronto periodico è mancato dice -, bisogna ripristinarlo per smorzare i toni e svelenire gli animi». Perché «noi, dal canto nostro, non ci siamo mai permessi aggiunge - di fare dichiarazioni nei confronti degli alleati, come invece fa qualcun altro». INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
Mimmo Varone
Mimmo Varone
