Il Nobel per la pace a Internet? Beccalossi e Ferrari supporter

HANNO FIRMATO. La candidatura è stata lanciata dal mensile «Wired»
14/03/2010
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La possibilità di comunicare via Internet è «strumento» di libertà

«Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone, uomini e donne, che a tutte le latitudini si connettono tra loro attraverso la più grande piattaforma di relazione che l'umanità abbia mai avuto». Con queste parole, apparse sulla rivista «Wired», è stata annunciata la candidatura di Internet come premio Nobel per la pace per il 2010. Un'iniziativa che non ha precedenti: mai, in passato, qualcosa di diverso da una persona fisica è stato accostato a un Nobel. Nei giorni scorsi, invece, la candidatura di Internet è stata ufficialmente presentata a Oslo: con una serie inifinita di «ambasciatori», di sottoscrittori e sostenitori che, sul portale online creato da Wired, hanno voluto aderire alla campagna.
L'idea dei promotori, nata sulla scorta di quanto accaduto a Teheran, mira a far riconoscere alla Rete una valenza «sociale» fondamentale: proprio Internet, nei giorni più duri in Iran, ha fatto in modo che quanto fosse in corso, testimonianze, immagini e opinioni, varcasse i confini fisici della nazionale e morali di chi tentò di censurare ogni forma di comunicazione. Da Twitter alla mail, Internet non solo ha rivoluzionato il modo di comunicare, ma ha avvicinato culture e ha fatto viaggiare denunce che altrimenti sarebbero rimaste «insabbiate» in un'invisibile sabbia mobile mediatica.
TRA QUANTI hanno aderito, ci sono 90 parlamentari italiani: tra questi i bresciani Viviana Beccalossi e Pierangelo Ferrari. «Sono sempre abbastanza scettica sui social network - premette Viviana Beccalossi -, ma ho voluto firmare questo documento perchè ritengo che grazie a Internet tanti popoli non siano più isolati, penso che si siano costruiti rapporti importanti e che quello che un tempo era impossibile adesso non lo sia più: soprattutto per questo penso che Internet meriti il Nobel per la pace. Per questo ho firmato, anche se resto comunque convinta che in tante altre circostanze la tecnologia abbia contribuito a impoverire i rapporti e a bruciarli nel volgere di pochissimo tempo. Io sono sempre stata piuttosto lontana dai socialnetwork, poi, anche per vigilare su mio figlio, ho dovuto adeguarmi».
Daniele Bonetti

Daniele Bonetti