Venturelli: «È un segno di contemporaneità»

26/03/2010
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Il progettista Giuliano Venturelli

Giuliano Venturelli, bresciano, è il progettista che ha vinto il concorso per la realizzazione della nuova struttura per servizi in largo Formentone. Il suo «cubo bianco» sta già facendo discutere. Ma come è nata questa originale idea?
«LA NOSTRA PROPOSTA - racconta Venturelli - era vincolata al bando che prevedeva uno spazio da riempire in sostituzione della pensilina. Spazio in cui erano già state previste alcune funzioni: sala di lettura, spazio polifunzionale, uffici del Distretto del commercio». L'idea dell'architetto e del suo staff è piaciuta soprattutto per i «requisiti tecnologici e perché è stata ritenuta performante dal punto di vista energetico».
«Devo ammettere - spiega - che è una scelta un po' spinta. È un segno contemporaneo ma del resto bisogna progredire. Mi auguro che la città lo apprezzi. È un edificio di respiro europeo: abbiamo fatto una scelta che va nella direzione di rivalutare quell'area lasciandovi una testimonianza di quest'epoca».
LA FORMA è indubbiamente singolare. «Il nostro obiettivo era non oscurare la Loggia in particolare a chi arriva da via San Faustino - prosegue Venturelli -. Si è lavorato un po' come scultori con lo scalpellino. Abbiamo preso in considerazione la visuale e abbiamo iniziato a togliere ciò che dava fastidio all'occhio. Quanto alla parte inclinata, quella rispecchia indubbiamente la gradonata interna che non si vede nelle immagini diffuse finora. Si tratta anche di uno stratagemma per rendere un po' più dolce l'appoggio».
In sintesi, il progettista definisce la nuova struttura un «contenitore urbano, fatto però con i materiali della tradizione a partire dal marmo di Botticino». Il gioco di opachi e di trasparenze permetterà di vederci dentro, senza però infastidire coloro che vivono nelle abitazioni confinanti.
IL PLUS del progetto, si diceva, è rappresentato dal suo approccio innovativo all'aspetto tecnologico ed energetico. «Da tempo stiamo lavorando in questa direzione», confessa Venturelli che riferisce di avergià operato applicando questo stesso metodo su un edificio scolastico di Montichiari e sulla palazzina dell'Asl a Roncadelle. Certo, si tratta della prima volta che i concetti di efficienza vengono sfruttati in questo modo per un edificio tanto prestigioso, che potrebbe diventare il simbolo di una parte della città. «La proposta che ha partecipato al concorso di idee - assicura - è il risultato di un percorso che stiamo portando avanti, è la summa di tanti progetti». Una proposta che, tra l'altro, potrebbe essere ulteriormente ampliata: «C'è la possibilità di avere pannelli solari o di approvvigionarsi al teleriscaldamento...Ma questo lo vedremo in fasi successive, eventualmente». NA.DA.