Penati: «Ora la svolta per cambiare passo»
L'INTERVISTA. L'«affondo» al centrodestra, i propositi per far fronte alla crisi economicaL'attacco: «Formigoni incapace di gestire i cambiamenti necessari» Gli anziani: «Istituire in Regione un fondo per la non autosufficienza»
Penati, come affronta quella che analisti e sondaggi indicano come un'impresa disperata, cioè strappare la Lombardia al centrodestra?
Con la certezza che in Lombardia è ora di cambiare. Formigoni governa la Regione da 15 anni e non ha più alcuna spinta innovativa. Ha dimostrato la sua totale incapacità a gestire i veloci cambiamenti di cui la società ha bisogno. Non ha fatto nulla per affrontare la peggior crisi economica degli ultimi 30 anni, non ha saputo difendere alcun posto di lavoro, né sostenere le famiglie. L'inquinamento è alle stelle , il sistema del trasporto pubblico allo sfascio. I lombardi sanno bene tutto questo. Sanno che è tempo di cambiare.
Rispetto all'Unione che cinque anni fa sostenne la candidatura a presidente di Sarfatti, stavolta la sua coalizione ha perso a sinistra Rifondazione comunista ma non ha conquistato nuove alleanze al centro: va considerato un progetto incompiuto?
No. Al contrario, rispetto all'Unione abbiamo fatto un passo avanti, non un passo indietro. La mia coalizione è espressione di un progetto compiuto. È coesa e coerente. Tutte le forze politiche che ne fanno parte condividono e credono con convinzione in questo progetto di governo che vuole essere una vera alternativa a Formigoni, non una sterile opposizione. Non abbiamo voluto che a farne parte fossero quelle forze politiche che hanno come obiettivo non il governo della Regione ma la sola organizzazione dell'opposizione a Formigoni. La nostra coalizione ha tutte le carte in regole per governare. Non altrettanto si può dire di Pdl e Lega che hanno tali conflitti interni che, se governeranno, faranno della Lombardia un campo di battaglia.
Lei ha dichiarato di voler riannodare i rapporti fra il Centrosinistra e larghi strati della società lombarda: in caso di sconfitta continuerà a svolgere questo lavoro da capogruppo in consiglio regionale o si dedicherà esclusivamente agli impegni nazionali nella segreteria Bersani?
Resterò in consiglio regionale e manterrò lo stretto contatto con i territori che ho costruito nella mia ormai lunga vita di amministratore pubblico e ampliato e rafforzato in questa campagna elettorale.
Una parte importante del voto popolare, nella nostra regione, é andato verso la Lega. Una parte dell'elettorato tradizionale della sinistra s'è insomma spostato sulle posizioni del Carroccio e ne ha irrobustito i risultati: con quali proposte spera di riconquistarlo?
Opponendo alle parole la concretezza. La Lega ha conquistato consenso giocando sulla paura, sul recupero di presunte tradizioni che poco hanno a che fare con le vere radici della regione. Ma al di là dei proclami non ha fatto nulla per la vera difesa dei territori. Il federalismo, tanto invocato, da quando la Lega governa con Berlusconi a Roma è rimasto lettera morta. La Lombardia è considerata una lontana colonia : il Governo non ha ancora stanziato i finanziamenti per Expo, non ha destinato risorse per il sistema ferroviario regionale non dico maggiori ma uguali a quelle di altre regioni. Ad oggi in Lombardia arrivano solo 7,60 euro a chilometro mentre alla Puglia ne arrivano 16 e alla Campania 14,5. Bossi si è accorto che c'è la crisi a pochi giorni dalle elezioni e solo per poter attaccare frontalmente Formigoni, ma fino ad oggi non si è mai adoperato perché fossero sostenute le imprese e difesi i posti di lavoro in Lombardia. E questo per non parlare della sicurezza, tema di cui la Lega ha fatto un mantra ma per la quale non ha saputo mettere in campo nessuna azione concreta. Spesso i leader della Lega parlano come se fossero all'opposizione ma in realtà governano, a Roma, in Regione e in moltissime realtà locali. Se i problemi della Lombardia non si risolvono la responsabilità è tanto loro quanto del Pdl. Alle urla della Lega opponiamo il nostro concreto progetto di Governo.
Lei, dunque, rivolge pesanti critiche rivolge a 15 anni di Governo Formigoni. Ma qual è e come riassumerebbe l'accusa di fondo?
Aver fatto credere che l'eccellenza lombarda fosse merito del suo governo. Non è così. Se la Lombardia è un'eccellenza il merito è dei lombardi non di Formigoni. Sono i lombardi che da soli hanno costruito la ricchezza di questa regione e ora da soli affrontano la crisi. I meriti non sono di Formigoni. Quello che ha fatto Formigoni è stato creare un sistema chiuso, autoreferenziale, che premia la vicinanza politica e non valorizza le vere risorse della regione.
Tre parole slogan per riassumere il suo progetto per la Lombardia?
Innovativo, coerente, concreto.
Che contributo può dare la Regione alle aziende e ai lavoratori colpiti dalla crisi?
Per le aziende che non licenziano, nonostante la crisi, può prevedere sgravi mirati dell'Irap, adoperarsi perché sia allentato il patto di stabilità imposto dal Governo agli enti locali il che porterebbe due vantaggi : far partire alcune opere pubbliche, che possono fungere da volano per l'economia locale e consentire di velocizzare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni ai fornitori, che spesso sono piccole imprese o artigiani che stanno subendo pesantemente la crisi. Per i lavoratori precari che non possono contare su alcuna tutela (in Lombardia sono 300 mila) può prevedere un sussidio di 700 euro al mese per un anno. Per i lavoratori dipendenti può adoperarsi perché non sia bloccata la cassa integrazione straordinaria.
Quali sono i punti qualificanti del programma per quanto riguarda la Provincia di Brescia, il suo territorio, i problemi specifici che lo riguardano?
Anzitutto l'impegno per le aziende in crisi dell'area bresciana. Proprio nei giorni scorsi ho incontrato i lavoratori della Federal Mogul di Desenzano che presidiano la fabbrica da mesi per difendere i propri posti di lavoro. Altro punto qualificante è la tutela dei territori, specie di quelli turistici: penso all'area del Garda, ad oggi vittima di una cementificazione eccessiva. Valorizzazione dei prodotti agricoli e delle specificità locali, penso ad esempio all'agricoltura di montagna e potenziamento del piano di sviluppo rurale.
Bonus badanti, più case di riposo, strutture alternative: su cosa punterà, se lei sarà chiamato a governare la Lombardia, per assistere una popolazione che invecchia?
Istituirò prima di tutto un fondo per le non autosufficienze ad oggi inesistente. Mi adopererò perché sia creato un albo per le badanti, siano attivati corsi di formazione e perché siano dati aiuti economici alle famiglie per pagare una parte dei contributi.
Che ruolo assegna il suo programma a Brescia?
La Lombardia non può ripartire senza Brescia. Qui c'è un sistema di piccole e medie imprese che sta vivendo una forte trasformazione e si trova ad affrontare una pesante crisi. Il mio impegno è quello di sostenere queste imprese, favorendone gli investimenti nella ricerca, indispensabili alla sfida dell'economia globale e nella valorizzazione dei tanti giovani talenti che hanno tanto da dare ma a oggi stentano a trovare un'affermazione.
Grandi infrastrutture: quali saranno le priorità che lei assegnerà a Brescia nei prossimi cinque anni?
Potenziamento del sistema ferroviario, con investimenti dedicati e realizzazione della Brebemi.
Se il governo indicherà la Regione Lombardia come sede di una nuova centrale nucleare come reagirà? E nel caso che decida di riattivare Caorso sul confine lombardo?
Mi opporrò con tutte le mi forze. Sono contrario al nucleare perché economicamente non conveniente e poco sicuro. Ad oggi non esiste al mondo alcun luogo dove si possono stoccare definitivamente le scorie. Se sarò eletto non ci sarà alcuna centrale nucleare in Lombardia.
Sulla distribuzione della dote scuola si appuntano le vostre critiche al governo di centrodestra. Voi come rivedreste il meccanismo, in caso di vittoria, e in che direzione?
Il nostro impegno sarà quello di sostenere le famiglie sia di chi frequenta la scuola pubblica sia di chi frequenta la scuola privata, ma solo di quelle che ne hanno realmente bisogno. Non continueremo a finanziare, come accade oggi, chi ha redditi superiori ai 47 mila euro all'anno.
I pendolari ferroviari lamentano la qualità dei collegamenti Brescia-Milano. Come intende migliorare questi servizi?
Investendo nel sistema ferroviario regionale 100 milioni di euro all'anno per cinque anni per avere treni più frequenti e più decorosi.
Le statistiche dicono che a Brescia, ma anche in altre aree metropolitane della Lombardia la qualità dell'aria è pessima. Che programmi metterà in campo per migliorarla?
Il potenziamento del trasporto pubblico locale per ridurre il traffico privato. L'incentivazione del risparmio e dell'efficienza energetica. L'incentivazione alla costruzione e alla ristrutturazione di edifici a impatto a zero.
Brescia può rientrare, e in che modo, nel progetto dell'Expo dedicato all'alimentazione che si svolgerà a Milano nel 2015?
Brescia deve essere protagonista del progetto Expo. Ho sempre ripetuto che l'Expo sarà un successo se vedrà la partecipazione di tutti i territori. L'Expo deve essere un'opportunità per il sistema delle imprese che devono essere coinvolte nella realizzazione delle grandi opere connesse e per il sistema turistico che con Expo deve essere valorizzato e promosso in tutto il mondo.
Il centrosinistra, 5 anni fa, ottenne il 43,2% dei consensi. Lei che traguardo si è dato, che traguardo considererebbe un successo?
Non faccio previsioni. Ma sono certo che otterremo un grande risultato.
Massimo Tedeschi
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