Schianto in moto, muore 24enne di Lonato

LA TRAGEDIA. Sulla strada fra Cattolica e Pesaro ha perso la vita dopo aver urtato il guard-rail Cristian Peruzzo, figlio del maresciallo dei carabinieri di Desenzano

Appassionato centauro, in sella a una Monster stava raggiungendo Misano per partecipare al motoraduno del «Word Ducati week»
14/06/2010
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I rilievi della polizia stradale sul luogo del tragico incidente in cui ha perso la vita Cristian Peruzzo

Avrebbe festeggiato i 24 anni tra pochi giorni, il 26 giugno, Cristian Peruzzo, il motociclista morto ieri mattina a Cattolica, in un incidente sulla Costiera adriatica. Le moto erano la sua passione. In particolare amava le Ducati. E in sella a una «Monster» nera, ieri verso alle 10 mentre stava raggiungendo Misano si è schiantato contro il guard rail. Un urto violento e fatale: sbalzato di sella, Cristian Peruzzo è ricaduto sull'asfalto alcuni metri più avanti ed è morto sul colpo. Cristian era felice. Stava coronando il sogno di partecipare al «World Ducati week», evento motociclistico che ieri a Misano ha richiamato decine di migliaia di spettatori. All'ora di pranzo, quando la notizia dell'incidente si è diffusa al motorodromo, il giovane biker bresciano è stato ricordato con un minuto di silenzio. Forte anche in provincia di Brescia la commozione di chi conosceva Cristian, che viveva a Lonato con la famiglia.
GLI AMICI ricordano che il 30 maggio tramite Facebook Cristian aveva lanciato un appello in bacheca invitando gli amici e gli appassionati di Ducati a seguirlo a Misano. Il 9 giugno altro messaggio, ancora incentrato sulla manifestazione sportiva. Un feroce destino lo ha strappato alla vita nonostante la sua abilità nella guida delle due ruote.
«Era bravo e prudente», ricorda un amico del papà che lo ha visto crescere. La notizia dell'incidente si è diffusa nel primo pomeriggio provocando dolore nella grande famiglia dell'Arma dei carabinieri.
Il papà Flavio, che un anno fa si è congedato con il grado di luogotenente, ha diretto per lungo tempo la stazione di Toscolano Maderno prima di trasferirsi a Desenzano dove si è distinto, alla guida della Stazione, per l'impegno e per le doti umane. Un maresciallo vecchia maniera. L'uomo che conosce tutti e che sa cogliere anche i più piccoli aspetti della vita del paese. Un fiuto che gli ha permesso di portare a termine nel medio e nel basso lago importanti operazioni.
ORA PAPA' Flavio, con la moglie e la figlia più grande Barbara, che è sposata, piangono la scomparsa di Cristian. Appresa la notizia della disgrazia, sono partiti per Cattolica, dove hanno potuto vedere la salma del ragazzo che avevano visto partire da casa felice.
Cristian era molto conosciuto nel basso lago. A Desenzano aveva trovato lavoro in un supermercato. Ai colleghi e agli amici in questi giorni non parlava che della gita in moto a Misano per partecipare al raduno della Ducati. Avrebbe rivisto amici che da tempo non incontrava, tutti legati dalla passione delle moto.
LA DINAMICA. Sull'incidente indaga la polizia stradale. E' stato accertato che Cristian Peruzzo, alla guida della Ducati Monster, stava percorrendo la strada provinciale 16 che da Ravenna porta a Pesaro. Ancora pochi chilometri e avrebbe raggiunto il motodromo per assistere ai test drive. Nell'affrontare una curva a sinistra la moto ha sbandato e, subito dopo, si è schiantata contro il guard rail. Non c'è stato contatto con altri mezzi. Forse un errore di guida, forse la velocità, forse un po' di ghiaia, possono aver tradito il motociclista gardesano che non è più riuscito a «tenere» la potente moto.
In prossimità dello svincolo di Cattolica dell'A14 la fine di una breve esistenza. Cristian aveva solo 24 anni. I soccorritori lo hanno visto a terra, immobile. Il «118» ha inviato un'ambulanza, ma il medico rianimatore non ha potuto far altro che constatarne il decesso.
Cristian Peruzzo è morto sul colpo. La polizia stradale di Novafeltria ha dovuto chiudere per circa un'ora la strada provinciale per effettuare i rilievi, mentre il corpo di Cristian era coperto da un lenzuolo bianco, prima di essere ricomposto all'obitorio.

Franco Mondini




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