I berluscones oltre Berlusconi «Ma non siamo una corrente»
L'OBIETTIVO DELLA NUOVA REALTÀ. Il ministro dell'Istruzione: «Difendiamo pensiero e azione del berlusconismo»Bondi: «Lavoro a un congresso che si svolga però senza tessere» Gelmini: «Vogliamo creare un clima favorevole alle riforme» SANDRO BONDI
Tre ministri. Una pattuglia di parlamentari. Rappresentanti del mondo delle istituzioni e delle imprese. Sono loro che hanno tenuto a battesimo, di fronte a una platea di giovani, la prima uscita bresciana di «Liberamente», Fondazione nata come «spazio di libertà e laboratorio di idee».
L'imperativo, per tutti, è negare che all'Hotel Ramada di Moniga, ieri, abbia emesso i primi vagiti una nuova corrente del Pdl. Ma l'organigramma della Fondazione non lascia adito a dubbi: il presidente è il senatore Gianpiero Cantoni, il comitato di presidenza è formato dai ministri Sandro Bondi, Franco Frattini e Mariastella Gelmini, nel comitato scientifico (presieduto dalla Gelmini) ci sono Alain Elkann, Gianarturo Ferrari, Oscar Giannino, Roberto Arditti, Paolo del Debbio, Michele Tiraboschi, Renato Farina e Arnoldo Mosca Mondadori, segretario generale è Mario Valducci e direttore Angelo Crespi.
LE BIOGRAFIE dicono che i «berluscones» stanno serrando le fila perchè - come dice Mariastella Gelmini - «il berlusconismo è un pensiero, un modo di agire che noi vogliamo difendere, altro che accantonarlo quanto prima, quasi fosse una parentesi, come vorrebbe la sinistra». Il berlusconismo anche oltre Berlusconi manifesta, per ora, una sua forza di attrazione: vorrà pur dire qualcosa se ieri al convegno «Giovani in movimento» si sono visti la consigliere regionale Margherita Peroni e pezzi dell'An che fu.
Già, mentre Fini serra le sue fila attorno a «Farefuturo», i berluscones mettono in campo la loro corazzata. Il presidente della Camera è evocato solo da Bondi: «Nella destra - spiega il ministro della Cultura - ci sono due concezioni culturali: una, la nostra, che fonda la libertà sulla responsabilità verso la comunità; l'altra è la destra dei diritti che si fonda su un'estensione illimitata dei diritti individuali». Altro che scontro fra «destra legalitaria e destra populista» come vorrebbe il Pd.
QUANTO AL PROGRAMMA di «Liberamente», per ora è abbastanza indefinito (ma chi ne ha uno compiuto, oggi?). E così Mariastella Gelmini - il cui piglio da «profe» di ferro fa da piedestallo a una leadeship incipiente - può rivendicare un'ispirazione che si rifà «al meglio della tradizione cattolica, liberale, riformista». Quanto al presente, «Liberamente» riconosce «il ruolo straordinario di Silvio Berlusconi, che ha cambiato il ruolo della politica» partendo da «legittimazione popolare, semplificazione della politica, chiarezza delle alleanze, programma inteso come impegno morale, rapporto con il popolo». L'importante, ribadisce il ministro bresciano, è «creare un clima favorevole» attorno alle grandi riforme dell'architettura istituzionale.
Il nemico c'è, ed è incarnato «dalla sinistra che è impegnata a delegittimare il governo e le sue riforme, e sa solo chiedere più soldi, più spesa pubblica». L'accusa alla sinistra è di aver mistificato non solo le riforme della scuola, ma anche «il ddl sulle intercettazioni».
IL CONVEGNO di ieri (alla cui riuscita hanno lavorato, in particolare, l'europarlamentare Lara Comi e i bresciani Manuel Piona e Mariachiara Fornasari) ha offerto anche l'intervento del ministro Biondi, che ha ricordato i «meriti storici» di Berlusconi: la sconfitta della «gioiosa macchina da guerra» di occhettiana memoria, lo sdoganamento della destra missina, l'ammansimento della Lega, il varo del Pdl, i progetti di riforma, il governo della «peggior crisi economica mondiale dal '29». Tutto questo «non sarebbe stato possibile senza un pensiero politico. Altro che condizionamento tv degli italiani. La nostra è una vera egemonia culturale nel Paese». Bondi annette alla cultura politica Berlusconiana anche le riforme di Obama, da quella sanitaria a quella finanziaria. Dal berlusconismo planetario Bondi (che è anche coordinatore del partito) plana poi sulle faccende domestiche del Pdl: «Lavoriamo - dice - a creare una nuova classe politica fatta da persone competenti e oneste. Sì, faremo il congresso, ma non attraverso il tesseramento».
Stamattina si replica con due ministri: Mara Carfagna e Franco Frattini. Solo verso mezzogiorno sapremo se Silvio (almeno in teleconferenza) c'è.
Massimo Tedeschi
Massimo Tedeschi
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