«Piazza Rovetta diventi simbolo della libera creatività»
Non un problema di vecchio e nuovo, ma di creatività, di interpretazione di quello che sta diventando la città di Brescia dopo aver riscoperto tesori e bellezze ed aver cercato di scrollarsi di dosso l'etichetta di città industriale senza altre bellezze di cui godere.
Anche il Touring club italiano ha voluto inserirsi, con un'idea molto chiara, nel dibattito attorno alla destinazione di largo Formentone, lo spazio di piazza Rovetta al centro dell'attenzione per lo spostamento (in fase di esecuzione) della pensilina, che dovrebbe lasciare spazio ad una nuova opera.
IN UNA NOTA sottoscritta dal console Gianmarco Pedrali, dal viceconsole Luciano Bulgari e dal viceconsole regionale Giuliano Terzi, i vertici provinciali dell'ente no profit (che da oltre un secolo rappresenta in Italia una delle più importanti associazioni per la promozione del turismo) prendono posizione sottolineando che l'eventuale nuova opera «non può soggiacere ai criteri del vecchio o nuovo che normalmente anima la polemica, ma deve poter costituire un monumento della nuova Brescia, come lo è stato nel rinascimento palazzo Loggia, non a caso adiacente».
In sostanza per il Tci l'occasione di un'opera architettonica in pieno centro storico è un'occasione enorme per lasciare un segno, ed a tal proposito va privilegiata la totale libertà di pensiero e di realizzazione: «Il concorso - spiega il Tci nella nota - è interessante come mulino di idee, ma è ovviamente penalizzante per i limiti di standards e norme di applicazione dettati da regolamenti edilizi e da vincoli che, nel caso specifico, riducono i gradi di libertà creativa e nuocciono ad un risultato ottimale e ben contestualizzato».
Secondo il Tci, quindi, largo Formentone presenta tali e tante caratteristiche che autorizzano il superamento di ogni condizionamento ed i rigidi e generici parametri del Prg.
PER ORA ciò che è certo, sulla destinazione dell'area, è che la pensilina dovrà trovare una nuova casa, e che in pole position per quello spazio c'è il cosiddetto Cubo bianco progettato dall'architetto Giuliano Venturelli che si era aggiudicato la vittoria del concorso di idee promosso dall'amministrazione comunale, anche se sostanzialmente il Tci non ne fa menzione nella sua nota pur appoggiando «lo smontaggio e lo spostamento della tettoia al parco Pescheto, così come pure le necessarie e opportune indagini sul sottosuolo con analisi stratigrafiche del tereno, preliminari a qualsiasi progettazione».
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